Nell’episodio precedente Reza Pakravan e Pip Stewart hanno visto le conseguenze dell’estrazione selvaggia dell’oro in Perù e sono giunti nel Parco nazionale di Tambopata per visitare un villaggio eco-sostenibile. Lì incontrano Chris Fagan, un conservazionista che vive ad Alta Purus, una delle aree più remote e inaccessibili dell’Amazzonia peruviana. “Ci sono dieci diverse tribù che vivono lungo le sponde dei fiumi della zona e vivono a livello base di sussistenza. E’ un posto davvero particolare sia biologicamente che culturalmente”, spiega Chris. Così, Reza e Pip decidono di unirsi a lui per raggiungere attraverso un minuscolo aereo – data l’assoluta mancanza di strade – Puerto Esperanza, la capitale di Alta Purus. Qui la popolazione è formata all’80% da gruppi indigeni amazzonici. Il restante 20% è un mix di etnie conosciuti come “mestizos”. Alcuni cartelloni pubblicizzano la possibilità di costruire delle strade che colleghino questa parte così isolata del Paese all’autostrada interoceanica che unisce il Brasile all’Oceano Pacifico. L’argomento è molto dibattuto dalla popolazione locale. Ramiro, della tribù Huni Kuin spiega: “La comunità indigena ha un consiglio nel parco nazionale di Alta Purus. Al momento non c’è un budget statale per la costruzione della strada. La popolazione non è istruita e non vuole questa infrastruttura. Tuttavia la proposta di costruzione della strada si è fatta avanti nel parlamento peruviano, incoraggiata da un prete italiano che vive a Puerto Esperanza”. “Perché la chiesa cattolica vuole questa strada?”, domanda Reza. “Penso voglia negoziare per il suo interesse, non nell’interesse degli indigeni”, risponde Ramiro. I locali hanno opinioni contrastanti: da una parte chi pensa che la strada distruggerebbe l’ecosistema della foresta, dall’altra chi ritiene che, invece, porterebbe la popolazione fuori da isolamento e povertà. Con il “peke peke”, una piccola canoa a motore, Reza e Pip raggiungono la comunità Huni Quin. Il loro arrivo coincide con una cerimonia rituale. Secondo uno di loro “la strada porterebbe corruzione, violenza e morte”. Amacio, una guida del parco spiega che le vie di comunicazione non servono affatto alle comunità che vivono in quella zona, ma solo ai mercanti e ai taglialegna per incrementare i loro profitti. Per abbassare il prezzo dei beni di consumo basterebbe aumentare i voli che arrivano a Puerto Esperanza. Reza e Pip seguono ancora il loro amico Chris a Puerto Breu, capitale della regione Yurua: ha solo 500 abitanti ed è una delle ultime frontiere del mondo. Dall’alto si vedono anche gli accampamenti di coloro che vivono completamente isolati nella foresta. Arrivati a Puerto Breu, Reza e Pip vedono che molti si radunano di fronte al municipio in attesa di parlare con il sindaco: hanno bisogno di medicine e carburante. Il desiderio è quello di incontrare le cosiddette “tribù isolate”, quanti non hanno contatto alcuno con il mondo civilizzato. Secondo Pip “hanno il diritto di vivere secondo i propri costumi. Obbligarli a uscire dall’isolamento vorrebbe dire compiere un genocidio culturale”.

“Transamazonica” (6 episodi x 25 minuti) è disponibile in esclusiva su sito e app di Loft per gli abbonati.

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