Maltrattava i bambini di prima elementare Torino minacciandoli di non riferire nulla a casa pena gravi conseguenze. Con questa accusa si trova da giovedì agli arresti domiciliari una maestra di 45 anni che, secondo chi indaga, ha commesso violenze psicologiche e fisiche a scuola. Anche due responsabili della scuola elementare sono indagati perché, secondo gli inquirenti, tra novembre e dicembre 2018 avrebbero ricevuto segnalazioni senza prendere con la necessaria tempestività i provvedimenti del caso.

L’insegnante era già stata indagata due volte, entrambi i procedimenti erano poi stati archiviati. “Il primo nel 2011 e il secondo nel 2016. L’accusa era maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione. Entrambi si sono conclusi con l’archiviazione. “Anche questa volta confidiamo che ci sia l’opportunità di chiarire – dice l’avvocato Mariagrazia Pellerino, che assiste la maestra –  Spesso certi metodi educativi troppo rigorosi, che non sono più di questi tempi, posso portare a dei fraintendimenti“.

Agli atti dell’indagine, durata alcuni mesi tra l’autunno e l’inverno scorsi, i racconti delle vittime dei maltrattamenti e dei loro genitori. Questi ultimi hanno descritto nei particolari le violenze subite dai loro figli e le conseguenze patite: alcuni bambini non riuscivano più a dormire da soli, avevano incubi e spesso si rifiutavano, piangendo, di andare a scuola nei giorni e agli orari in cui era presente quella maestra. Inoltre per via dei continui maltrattamenti, precisa la polizia municipale, alcuni bambini hanno accusato disturbi di incontinenza notturna.

Sempre secondo la polizia, a causa del divieto di andare in bagno imposto dalla maestra, alcuni bambini non potevano contenersi e rimanevano bagnati per lungo tempo. In particolare, in un’occasione sarebbero anche stati obbligati a pulire sommariamente con carta igienica i residui sul pavimento della classe mentre piangevano. Gli investigatori stanno analizzando anche la posizione di chi, pur sapendo, ha comunque tollerato il proseguimento dei comportamenti e omesso opportuni e adeguati interventi, senza riferirli – come prescritto dalla legge – all’autorità giudiziaria e all’Ufficio scolastico regionale.

Un padre ha raccontato: “Per rimproverare i bambini la maestra era solita scagliare i portapenne o strapparli. A mia figlia è capitato di essere stata costretta ad andare in un bagno molto sporco, uno dei pochi agibili, perché non voleva utilizzare il bagno turco. I nostri figli erano spaventati. In due hanno dovuto cambiare scuola”. Il genitore aggiunge infine: “Una vice dirigente ci promise che la maestra non avrebbe più messo piede nella classe dei nostri bambini. Ma poi, a marzo, con la scusa della carenza di organico, è tornata“.

Quando era indagata nel 2018, la maestra aveva scritto su Facebook: “È l’ultimo tentativo disperato per difendermi da delle persone ignobili che mi stanno calunniando e descrivendo come un mostro, una delinquente priva di scrupoli e stanno cercando di rovinarmi la vita. Dopo anni passati a cercare il bene anche a costo di pagarne le conseguenze con una bassa popolarità mi trovo davanti a delle calunnie a cui non riesco a fare fronte e nessuno riesce ad aiutarmi”.

A seguito della vicenda, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha invocato la proposta di legge della Lega sulla videosorveglianza: “Subito la legge per salvare bimbi, anziani e disabili. La proposta della Lega per le telecamere obbligatorie nelle scuole e negli istituti che accolgono anziani e disabili deve essere una realtà. Mi auguro che il Parlamento la approvi nei prossimi giorni”.

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