Dopo tre cali consecutivi, il mercato italiano dell’auto registra un segno positivo in aprile. Secondo i dati del ministero dei Trasporti sono state immatricolate 174.412 vetture, l’1,47% in più rispetto allo stesso mese del 2018. Resta negativo il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno: le auto vendute sono 712.196, con un calo del 4,62% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Sempre in aprile sono stati registrati 359.751 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una crescita dello 0,48% rispetto ad aprile 2018, durante il quale ne erano state registrate 358.022. Il volume globale delle vendite, pari a 534.163 autovetture, ha dunque interessato per il 32,65% auto nuove e per il 67,35% auto usate.

Negativo il bilancio del mese per il gruppo Fca, che ha venduto in Italia 44.123 auto, il 4,15% in meno dello stesso mese del 2018. La quota di mercato scende dal 26,78 al 25,3%. Nei primi quattro mesi dell’anno le immatricolazioni del gruppo sono state 176.278, in calo del 13,75% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso con la quota che passa dal 27,37 al 24,75%.

“Nonostante le feste e i ponti il mercato dell’auto va o almeno così sembra”, ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. “La crescita è certamente modesta ma dopo il calo del 3,1% del 2018 e dopo i tre cali mensili consecutivi con cui è iniziato il 2019, il segnale positivo va colto, ma non modifica significativamente il quadro del mercato dell’auto”. “Aprile – sottolinea – è stato il primo mese in cui si è potuto effettivamente usufruire degli incentivi statali per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale. L’apporto alle immatricolazioni dei bonus, se c’è stato, è stato comunque modesto e più che compensato dai malus, cioè dall’incremento delle imposte sulle immatricolazioni introdotte contestualmente ai bonus. Il piccolo incremento di aprile va dunque attribuito ad altre cause. Un fattore che ha certamente influito è stato proprio la possibilità di ‘ponti’ interessanti che ha indotto molti acquirenti a chiedere con insistenza l’immatricolazione di nuove auto nella prima parte del mese”. Inoltre aprile ha avuto un giorno lavorato in più rispetto allo stesso mese del 2018, che in termini di immatricolazioni vale circa il 4,5% del totale mensile”.

Il dato di aprile, secondo Quagliano, non muta la situazione complessiva del mercato dell’auto che, dopo il calo del 2018, dovrebbe far registrare nel 2019 una contrazione del 5,8% portando le immatricolazioni da 1.910.564 del 2018 a quota 1.800.000 a fine 2019, un livello non sufficiente per assicurare il corretto rinnovo di un parco circolante di oltre 39 milioni di autovetture come è quello italiano.

“Nonostante il risultato di aprile – afferma Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – lo stato di salute del mercato auto rimane preoccupante e lo stimolo derivante dagli incentivi Ecobonus, peraltro indebolito dall’effetto negativo del Malus sulle vetture a più alte emissioni, potrà attenuare solo parzialmente gli impatti negativi di un contesto economico in peggioramento”. “La nostra stima per l’anno 2019 – prosegue Crisci – è stata, pertanto, rivista al ribasso da 1.888.500 a circa 1.850.000 immatricolazioni di autovetture, in calo del 3,2% rispetto al 2018 (già in flessione del 3,1% sul 2017), con oltre 60.000 immatricolazioni in meno rispetto alle 1.910.600 dell’intero 2018, e con possibili rischi di ulteriori ribassi”.

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