La ministra della Salute Giulia Grillo ha richiesto un’informativa urgente alla Regione Lazio sull’esistenza di una “doppia lista per i ricoveri al reparto di cardiologia” del Policlinico Tor Vergata di Roma, come denuncia un esposto di un medico alla Procura di cui ha scritto ieri ilfattoquotidiano.it. L’informativa, spiega la ministra su facebook, dovrà chiarire “come siano state erogate le prestazioni del reparto in questione”. “Voglio ricordare – sottolinea Grillo – che le doppie liste e quelle bloccate sono fuori legge e invito tutti i cittadini che ne dovessero venire a conoscenza a denunciare usando il numero di pubblica utilità 1500. Grazie all’aiuto di tutti possiamo eradicare definitivamente queste pratiche illegali che danneggiano tutti” perché “non c’è salute senza legalità“. La ministra della Salute sottolinea che “non possiamo tollerare oltre una sanità pubblica che fa ‘figli e figliastri‘ con pazienti più importanti di altri. Dalla denuncia di un medico depositata in Procura, al reparto di Cardiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma era in uso una doppia lista di attesa attraverso la quale venivano favoriti pazienti ‘amici degli amici’. Ora tutto è al vaglio degli inquirenti, ma quello che voglio ribadire è che episodi del genere mi rendono sempre più convinta dell’urgenza di portare avanti azioni concrete per una maggiore trasparenza nella gestione della sanità“. Grillo ricorda quindi come il “nostro nuovo Piano di governo delle liste di attesa, che mancava da 10 anni, ha dato nuovo impulso alla digitalizzazione e a regole stringenti sulle liste, proprio perché certi abusi e certi favoritismo non si ripetano mai più”.

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato ha avviato un’indagine amministrativa interna per verificare la fondatezza delle notizie riportate nell’esposto all’attenzione della magistratura. “Il Policlinico Tor Vergata – afferma D’Amato – è un ospedale di assoluta eccellenza nel sistema sanitario regionale. E’ assolutamente necessario sgombrare il campo da qualsiasi ombra. Per questo motivo ho ritenuto opportuno richiedere un audit clinico al direttore generale che dovrà relazionare in modo esaustivo sui fatti riportati. Se le indagini amministrative dovessero confermare le violazioni verranno adottate le sanzioni previste, in caso contrario scatteranno le opportune denunce per diffamazione”.

Dall’altra parte parla di “fake news” il professor Francesco Romeo, direttore del reparto di cardiologia del policlinico, al centro delle contestazioni contenute nell’esposto depositato in Procura. “Da noi c’è una sola lista di attesa che è informatizzata e i pazienti sono chiamati in base ai criteri di priorità. Chi sostiene il contrario adesso ne risponderà” afferma all’AdnKronos. “La denuncia l’ha fatta un ricercatore nei confronti del quale ho chiesto un provvedimento disciplinare – precisa il primario – Da noi non solo non esiste una doppia lista, ma non ci sono nemmeno i presupposti visto che, pur essendo in regime di extramoenia, io non svolgo attività privata per una mia scelta etica. Lo sanno tutti, anche all’estero, che non lavoro in cliniche private. Ma come si fanno a scrivere queste cose?”. “Per i pazienti in lista di attesa, che comunque è una lista di attesa cortissima che arriva a un mese-un mese e mezzo (nel resto d’Italia ci sono punte anche di un anno di attesa noi abbiamo già fatto quelle di fine marzo, il reparto di cardiologia di Tor Vergata è un’eccellenza a livello internazionale e lavora h24, tutte le urgenze vengono fatte on line), posso decidere, proprio perché non ho alcun conflitto di interesse, che uno venga prima di un altro ma solo in base solo alle priorità e all’urgenza. Se mi arriva un paziente che ha necessità impellente, che sta male, io come direttore ho la responsabilità e la discrezionalità di intervenire prima, devo farlo. Ma da qui a favoleggiare di una doppia corsia ce ne passa. E comunque questa è l’ennesima, clamorosa, fake news contro l’ospedale sulla quale andrò fino in fondo “. Quanto a Dell’Utri, ritenuto beneficiario di questa doppia velocità denunciata nell’esposto in Procura, Romeo risponde che affermarlo “è gravissimo e con il mio avvocato sono pronto a passare alle vie legali”. “Riguardo a Dell’Utri – conclude il professore – il tribunale di sorveglianza ha scritto a 4-5 direzioni sanitarie di diversi ospedali – spiega il primario – Abbiamo dato la disponibilità e poi lui è andato in un altro posto, non è neppure venuto da noi: come avrei potuto favorirlo?”.