Se chiedi loro cosa faranno da grandi nessuno risponde di volersi iscrivere ad una facoltà letteraria ma nel frattempo si sono guadagnati il podio delle olimpiadi di italiano. Si sono distinti dopo una selezione impegnativa: quest’anno sono stati quasi 70mila i ragazzi che hanno partecipato a tutte le fasi di selezione. Mai così tanti. Un numero record. E solo in 82 sono arrivati a Torino per la finale. Ecco il profilo e la storia dei tre primi classificati. Leonardo De Ambrogio, medaglia d’oro della categoria junior, può vantare il fatto che è il primo ad aver portato al trono un istituto tecnico, il “Leardi” di Casale Monferrato. Leonardo ha 16 anni, vive da sempre in campagna, in una cascina in mezzo alle risaie casalesi. Papà agricoltore, mamma impiegata in banca, ha imparato prima a leggere i giornali e poi i libri. “La mia passione per la scrittura è nata sui banchi di scuola ma amo molto leggere”, ci racconta. Ultimo libro comprato? Istruzioni per diventare fascisti di Michela Murgia.

Leonardo legge soprattutto i romanzi storici e i libri umoristici. Guarda commedie al cinema e ascolta musica pop italiana. Tra gli hobby la pallacanestro, la bicicletta, leggere i quotidiani e fare l’animatore di oratorio. Tra i suoi interessi spicca la storia e la cultura del territorio. “Mi piacerebbe fare del volontariato. Il mio sogno è diventare un giorno sindaco della mia città per ricreare al suo interno un nuovo senso di comunità”. Intanto pensando al lavoro si immagina nei panni dell’ imprenditore. “All’università – spiega il giovane – vorrei fare diritto ed economia”. E la scrittura? “Scrivere temi a scuola mi riesce abbastanza facile, e ultimamente mi sta anche piacendo. Al di fuori della scuola, non mi piace scrivere per hobby, ma a volte lo faccio per aiutare mio papà in azienda o in oratorio”.

Anna Tiso, 17 anni, arriva dal liceo classico di Trissino Valdagno e ha conquistato l’oro nella categoria senior. “Ho partecipato senza troppe aspettative ma eccomi qua”. Per tre ore e quarantacinque minuti si è data da fare su quattro temi differenti con argomenti che andavano dall’ambiente alle fake news alla poesia di Alda Merini. Papà ingegnere, mamma avvocato è cresciuta tra i libri. “Apprezzo i classici, ma tendenzialmente – spiega Anna – quando leggo un libro, guardo un film o ascolto una canzone preferisco qualcosa dai toni più frivoli e leggeri, per divertirmi, rilassarmi e staccare un po’ da studio e altri impegni”. Tra le sue passioni c’è la danza classica, il gruppo scout e il viaggiare: “Ho deciso di trascorrere un semestre di studio all’estero, più precisamente in Danimarca, da agosto a dicembre 2018”. Il sogno nel cassetto è “visitare posti nuovi, conoscere persone e culture diverse dalla mia, ma anche realizzarmi, trovando un lavoro che mi piaccia e costruendomi un futuro di cui io possa essere fiera e soddisfatta”.

Per il futuro è molto indecisa: “Mi piace molto la matematica, potrei fare ingegneria gestionale o economia oppure dedicarmi all’editoria”. Intanto coltiva la passione per la scrittura: “Mi piace scrivere anche di fuori del contesto scolastico, nonostante raramente io sia soddisfatta del risultato. Infatti il mio essere un po’ perfezionista mi rende troppo autocritica e mi spinge a cancellare tutto”. E poi c’è Maria Alessia Di Maio, 17 anni, che frequenta il liceo classico scientifico “Vittorio Imbriani” di Pomigliano d’Arco, la stessa scuola del ministro Luigi Di Maio. “Non siamo parenti”, precisa la ragazza. “Da quando mi hanno regalato, all’età di 13 anni, il mio primo libro (un fantasy firmato Licia Troisi) la lettura è una fedele compagna di vita: non ho un autore di riferimento ma senza aver letto Uno, nessuno e centomila e Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis non sarei la stessa persona. Amo il cantautorato italiano Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Fabrizio De Andrè sono dei maestri di vita”. Maria Alessia riconosce molti meriti alla scuola: “Con la professoressa di italiano lavoriamo spesso sull’elaborazione di testi argomentativi, ma confesso che quando non sono tra i banchi di scuola mi piace scrivere poesie, ma non sono mai uscite dall’angolo segreto della mia scrivania”. Detto questo si vede proiettata ad ingegneria. La letteratura resterà un hobby.

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