Con i dati positivi registrati a gennaio e febbraio (rispettivamente +1,9 e +0,8%), l’industria italiana si candida a sorpresa a fare da locomotiva che traina l’aumento della produzione industriale dell’Eurozona nel primo trimestre del 2019. A calcolarlo è l’agenzia Bloomberg, che ha rielaborato i dati Eurostat sui primi due mesi dell’anno tenendo conto del peso di ogni Paese sulla produzione totale dell’area e ipotizzando un trascinamento anche su marzo. La Penisola risulta prima con un contributo del 35,7%, seguita da Francia (32,2%) e Spagna (18%). Maglia nera la Germania, con un contributo negativo del 21%: la produzione industriale tedesca a gennaio è scesa dello 0,8%, a febbraio è salita dello 0,7%.

La produzione industriale italiana a gennaio è stata in linea con una media positiva per tutta l’area euro (+1,4% appena rivisto al rialzo a +1,9%) mentre a febbraio il +0,8% messo a segno da Roma è molto migliore della media che fotografa un calo dello 0,2%.

“Il rimbalzo della produzione dell’Italia fa ben sperare per un’uscita dalla recessione”, scrivono Lorenzo Totaro e Giovanni Salzano per Bloomberg, anche se “la terza maggiore economia dell’area dell’euro deve ancora fare molto per recuperare il terreno perso nell’ultimo decennio”. Infatti “nonostante la recente ripresa, la produzione industriale italiana rimane inferiore del 17% rispetto al picco pre-crisi del 2007, mentre la Germania è sopra del 7%“. 

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