Gli attacchi delle autorità egiziane ormai non risparmiano neanche le arti: se alcune settimane fa è stato denunciato l’acclamato scrittore ‘Ala al-Aswani, ora a finire nel mirino sono due attori esuli negli Usa, Amr Waked e Khaled Abol Naga. “Terroristi”, “traditori” e – ci sta sempre bene – “gay”. Amr Waked e Khaled Abol Naga hanno avuto la colpa di partecipare all’Egypt Advocacy Day, una serie di incontri sui diritti umani organizzati a Washington il 24 e il 25 marzo cui hanno preso parte oltre cento egiziani della diaspora, cittadini di doppia nazionalità egiziana e statunitense, parlamentari e funzionari del dipartimento di stato Usa.

Non l’avessero mai fatto. Ne è scaturita una campagna diffamatoria, sui media di regime e persino su quelli indipendenti. Un parlamentare ha chiesto al governo di togliere ad Amr Waked e Khaled Abol Naga la cittadinanza egiziana e processarli per tradimento. Il sindacato degli attori ha dato il meglio di sé, annunciando l’espulsione dei due attori in quanto “traditori” che “sono in contatto con potenze straniere per cospirare contro la sicurezza e la stabilità dell’Egitto“. Amr Waked risulta già condannato in contumacia a otto anni di carcere per “diffusione di false informazioni” e “offesa alle istituzioni dello Stato”.

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