Dopo la notizia di Microsoft che ha chiuso la libreria digitale e cancellato gli e-book acquistati dagli utenti, sono certa che un piccolo brivido ha attraversato la schiena dei tanti fruitori di e-book. A me è successo, perché a pochi importa che la società di Redmond rimborsi la spesa e regali anche un bonus di 25 dollari, i lettori sono molto legati ai loro libri.

Infatti, i cosiddetti lettori forti di solito acquistano l’e-book e poi in alcuni casi comperano anche la versione cartacea. Io procedo così. E non per paura che il libro “sparisca” ma semplicemente perché alcune opere desidero averle in libreria per poterle pasticciare e commentare direttamente sul libro.

Ma torniamo alla scelta di Microsoft. In primo luogo è opportuno precisare che nel nostro Paese lo store non ha mai proposto i libri, quindi la brutta notizia non dovrebbe coinvolgere lettori italiani. Inoltre, io concordo con Dave Lee, il giornalista della BBC che ha divulgato la notizia: la libreria non ha dato i risultati sperati e quindi è stata chiusa. Lee aggiunge, con un pizzico di cattiveria, che le scarse vendite sono il motivo per cui Microsoft non solo rende i soldi ma regala anche il buono da 25 dollari. Vi immaginate Amazon che restituisce i soldi a tutti gli acquirenti di e-book? Impossibile, esattamente perché non è pensabile che la società di Jeff Bezos possa cancellare tutti i libri digitali presenti nei suoi siti di vendita. La mia convinzione viene supportata anche dai continui investimenti che Amazon fa nel digitale con la realizzazione di nuovi e-reader. A questo aggiungiamo anche l’impegno sul piano editoriale con Amazon Publishing.

Ovviamente ho chiesto alle sedi italiane di Microsoft e Amazon un commento sulla notizia, ma le bocche sono rigorosamente cucite.

Così ho parlato con un po’ di amici che acquistano regolarmente e-book. Dopo la sorpresa e un piccolo brivido iniziale, tutti mi hanno assicurato di non temere per i loro amici digitali. Un’amica nerd ha precisato che c’è anche un metodo per evitare la cancellazione… Ma questa è un’altra storia che non voglio sentire e che non ho intenzione di raccontare.

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