L’incertezza delle relazioni fra Regno Unito ed Europa nell’ambito della Brexit ha portato Google a cambiare preventivamente le proprie condizioni di servizio. In una mail diffusa agli utenti europei nei giorni scorsi ha comunicato che, a decorrere da ieri, i servizi di pagamento elettronico di Google Payments sono erogati da Google Ireland Limited (con sede a Dublino) anziché da Google Payment Limited (con sede a Londra). Il motivo addotto nella comunicazione è sincerarsi che “i servizi continuino a funzionare senza problemi”.

Per l’utente finale non cambia nulla: per consultare la cronologia delle spese effettuate si fa sempre riferimento al sito pay.google.com e per i pagamenti si procederà come d’abitudine. La differenza sta “dietro le quinte”, ossia nel fatto che l’elaborazione dei pagamenti e la gestione dei dati verrà di fatto operata da Google Ireland Limited e non più da Google Payment Limited.

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Per maggiori informazioni Google rimanda alla pagina ufficiale aggiornata dei termini di servizio, che si sottintendono accettati dall’utente. In caso non sia così c’è sempre l’opzione di chiudere il proprio account.

Ricordiamo che il servizio di cui stiamo parlando, Google Pay, è attivo in Italia dal mese di settembre 2018 ed è fatto per agevolare i pagamenti elettronici. È agganciato alla carta di credito, prepagata o bancomat dell’utente e materialmente consiste in un’app da scaricare sui dispositivi Android e iOS.

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Una volta inseriti i propri dati nell’app si potrà usarla per effettuare pagamenti in una serie di negozi e servizi partner mediante terminali di pagamento che supportano la tecnologia contactless. Il vantaggio è che non serve portare con sé le carte e ricordarsi il PIN: basta avvicinare lo smartphone al dispositivo di pagamento. Brexit o no, Google si è messa ai ripari.