Credo che Tria debba stare tranquillo. Non sereno, perché non si dice. Penso che debba continuare a fare il ministro, poi come capo politico del M5s ho tutto diritto di dire al ministero di sbrigarsi a firmare il decreto per i truffati delle banche, perché ci sono cittadini che stanno aspettando quel miliardo e mezzo che abbiamo stanziato. E hanno diritto a quei soldi”. Così, a Dimartedì (La7), il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, risponde al conduttore Giovanni Floris, che gli chiede un commento sul caso di Claudia Bugno, consigliera del ministro Tria nominata nel board di StMicroelectronics, scelta fortemente contestata da M5s e dalla Lega.

Di Maio critica duramente l’appellativo di “dossieraggio” affibbiato qualche minuto prima dal timoniere de Il Giornale, Alessandro Sallusti, all’inchiesta del vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, Marco Lillo, e puntualizza: “Come forza di governo il M5s ha chiesto al ministro dell’Economia di rimuovere quella sua collaboratrice dal cda della StMicroelectronics. E lo ha fatto. Io non giudico chi sta nello staff del ministro Tria, però se stiamo parlando di una partecipata di Stato, che paga gli stipendi coi soldi degli italiani, per me quella è una cosa importante che devo controllare”.

Di Maio poi risponde alla giornalista Marianna Aprile circa la legge sul fine vita: “C’è una discussione in corso, la Consulta ha dato un ultimatum al Parlamento perché provveda entro settembre, siamo ad aprile e il 2019 finisce a dicembre: ci vuole un po’ di pazienza per fare in 8 mesi tutto ciò che non è stato fatto negli ultimi 30 anni“.
E aggiunge: “Le elezioni politiche non c’entrano nulla con quelle regionali e tantomeno quelle europee. Qui bisogna sempre dire al mondo che non è vero che questo governo cade dopodomani per colpa delle elezioni europee. Questa è la speranza di qualcuno che vuole tornare al governo. Qui abbiamo due blocchi contrapposti – continua – e cioè il club di Berlusconi e il club di Renzi, che vogliono tornare al governo. Gli italiani li hanno mandati all’opposizione”.

Poi chiosa: “Il Pd? E’ un partito rinato stanco e affamato di soldi, perché l’unica proposta che ha fatto è stata quella di alzare gli stipendi dei parlamentari e di ricostituire i vitalizi. E dentro ha di nuovo tutte le correnti dell’epoca renziana, incluse quella renziana e quella di Calenda. Sono fatti loro. Ma io guardo a quel partito come al passato”.