Giovanni Tria è riuscito nel miracolo di unire Lega e M5s facendoli insorgere all’unisono contro la nominadella sua consigliera Claudia Bugno nel board di StMicroelectronics. La scelta, non condivisa con entrambi i partiti della maggioranza, ha fatto partire telefonate e rimbrotti da entrambe le parti: dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti fino ai vertici massimi del M5S. Anche Giuseppe Conte è infuriato. La società italo-francese il 27 marzo scorso ha sottoposto all’assemblea degli azionisti che si terrà il 23 maggio ad Amsterdam “la nomina di Claudia Bugno, in sostituzione di Salvatore Manzi, in qualità di membro del Consiglio di Sorveglianza” con scadenza 2022. Claudia Bugno, 43 anni, è da sette mesi consigliere di Giovanni Tria. In questi ultimi tempi è diventata la donna forte del ministero dell’Economia. Probabilmente Tria ha sottovalutato la delicatezza politica della scelta e non ha concordato il nome con nessuno. Il M5S è sul piede di guerra perché considera strategica quella società. StMicroelectronics ha fatturato 9 miliardi e 666 milioni nel 2018 con utili di 1,3 miliardi di dollari.

La società è quotata a Milano, Parigi e New York, impiega 46 mila persone e ha 100 mila clienti come Apple, Samsung, Huawei e Bosch. Produce i prodotti a semiconduttore, cioé microchip per automobili, computer e telefonini intelligenti. La società è controllata da una holding olandese (che ne detiene il 27,52 per cento, il resto è flottante) a sua volta controllata alla pari dai governi italiano e francese. La governance non a caso è duale: un managing board composto da un solo membro, cioé l’amministratore delegato, con un comitato di sorveglianza di 9 membri: 3 nominati dall’Italia, 3 dalla Francia, 3 indipendenti. Dal 2005 al 2018 l’amministratore è stato Carlo Bozotti. Proprio quando i rapporti tra i due Paesi si sono fatti tesi a seguito della vittoria dei ‘rivali’ di Macron, ecco il cambio: ora l’amministratore delegato si chiama Jean-Marc Chery. L’uscita del membro del Consiglio Salvatore Manzi, nominato ai tempi di Renzi, era vista dalla maggioranza come un’occasione per inserire una persona di fiducia. Invece Tria ha puntato in gran segreto sul nome di Claudia Bugno, che vanta una grande esperienza ma in lidi lontani dal mondo a Cinque Stelle.

Partita come assistente parlamentare nel 1999, dal 2003 al 2009 era in Promos della Camera di Commercio di Milano. Il marito di Claudia Bugno, Andrea Chevallard, è amministratore delegato di Tinexta, società che eroga servizi telematici, quotata al mercato Star di Milano e controllata tramite Tecnoholding dalle Camere di Commercio. Nel 2015 è stata amministratrice del Comitato promotore della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 con la benedizione degli amici Luca Cordero di Montezemolo, Giovanni Malagò e Matteo Renzi. Montezemolo poi la portò in Alitalia dove è stata vicepresident public affairs per due anni.

Già dirigente del ministero dello Sviluppo economico, era finita nel mirino del M5s per il suo curriculum ‘sbianchettato’ ad agosto, al momento della nomina come consigliera del ministro. Sul sito non era citato il suo passaggio, dal febbraio 2013 al febbraio 2015, nel consiglio di amministrazione di Banca Etruria, anche ai tempi di Pierluigi Boschi vicepresidente. Nonostante fosse stata solo un consigliere indipendente il direttorio della Banca d’Italia il primo marzo 2016 le ha irrogato (insieme a una ventina di sindaci e amministratori) una sanzione di 121 mila e 500 euro. Bugno ha impugnato alla Corte d’appello e al Tar che si dichiarava incompetente ma poi il Consiglio di Stato il 9 ottobre scorso ha preso atto che la Corte d’Appello non si era ancora pronunciata e ha rimesso al Tar di nuovo perché decida nel merito. Chissà come è finita.

Comunque, a prescindere dall’esito, a leggere i blandi requisiti richiesti per essere membri del consiglio di sorveglianza della ST Microelectronics non ci dovrebbero essere problemi. Abbiamo chiesto alla dottoressa Bugno e al Mef un commento ma non abbiamo avuto risposta. I vertici del M5S hanno fatto pressioni su Tria perché ripensasse alla nomina. Il problema è che il dado è tratto. All’ordine del giorno dell’assemblea di maggio della società c’è la nomina di Claudia Bugno. Nei corridoi del ministero si dice che Tria avrebbe proposto alla dottoressa la presidenza di Consip se dovesse rinunciare. L’incarico in Stm però è una grande rinuncia, non tanto per la retribuzione più o meno pari a quella attuale da 75 mila euro al ministero, ma perché Stm è una società strategica, partecipata da due Stati e quotata su tre mercati, un trampolino di lancio per nuovi incarichi.

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