La nuova commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, istituita da una legge approvata dal Parlamento in via definitiva lo scorso 26 febbraio con un voto quasi unanime dell’Aula della Camera (con 412 voti a favore, un voto contrario, tre astenuti) e promulgata oggi dal Capo dello Stato, ha un ventaglio molto più ampio di poteri rispetto alla precedente, seppur con i paletti auspicati da Sergio Mattarella, arrivando a toccare anche questioni relative alle autorità di vigilanza. Prevista anche la possibilità di ricevere documenti giudiziari. Inoltre, alla Commissione non può essere opposto il segreto d’ufficio né il segreto professionale o quello bancario.

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