“Qualche settimana fa il capo della Procura di Siena Salvatore Vitello ha incontrato mia madre e le ha chiesto scusa per il processo che ha subìto. Lo ringraziamo delle sue parole, ma adesso vorremo i fatti”. A parlare è Carolina Orlandi, figlia di Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi. La ragazza, parlando a Le Iene (che stasera manderà in onda uno speciale sulla vicenda), ha anche annunciato che lei e la sua famiglia stanno lavorando per chiedere a breve la riapertura delle indagini sulla morte del capo della comunicazione di Mps. David Rossi, si ricorderà, fu trovato morto la sera del 6 marzo 2013 nella stradina su cui si affacciava il suo ufficio a Rocca Salimbeni. Da allora ci sono state due archiviazioni delle indagini e il caso è stato bollato come suicidio. Le inchieste giornalistiche (tra cui il libro del collega Davide Vecchi Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto del manager Monte Paschi di Siena, edito da Chiarelettere) hanno rimesso in fila i fatti e sottolineato tutta una serie di incongruenze nelle due indagini condotte dai magistrati di Siena.

L’ex giornalista del Fatto Quotidiano (ora direttore del Corriere dell’Umbria) e la vedova di Rossi a loro volta sono stati indagati dai pm senesi: l’accusa nei loro confronti era di violazione della privacy per la pubblicazione, sul giornale, di uno scambio mail tra Rossi e l’ex ad di Mps Fabrizio Viola, avvenuto pochi giorni prima della morte dell’ex capo comunicazione. Il pm del tribunale di Siena Serena Menicucci aveva chiesto una condanna a 9 mesi di reclusione per Vecchi e 6 mesi per Tognazzi. Il 15 gennaio 2018, però, entrambi sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Ad aprile, poi, sono state depositare le motivazioni della sentenza di assoluzione, da cui è emerso che Vecchi e la Tognazzi non dovevano neanche essere processati. Da qui le recenti scuse nei confronti della vedova di David Rossi da parte del procuratore senese Salvatore Vitello. Che al Corriere di Siena ha confermato la notizia: “È vero – ha detto Vitello – ho incontrato la signora Tognazzi insieme al suo nuovo difensore e le ho detto che l’ufficio ha preso atto della sua assoluzione e non ha impugnato la sentenza. Le ho al contempo espresso il mio dispiacere per la vicenda”.

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