Giornata di sciopero generale di otto ore (per l’intero turno) di tutti i settori delle costruzioni – edilizia, legno, cemento, lapidei, laterizi – proclamato dai sindacati di categoria Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil. Lo stop di cantieri, fabbriche del legno e arredo e cave è stato accompagnato dalla manifestazione nazionale stamattina in piazza del Popolo a Roma, per il lavoro, gli investimenti, la ripresa e il futuro, che sia sostenibile e di qualità, con lo slogan: “Rilanciare il settore, rilanciare il Paese”. I sindacati chiedono di affrontare quella che definiscono “la più grave crisi dal dopoguerra a oggi” che li ha colpiti: oltre 600mila le persone che hanno perso il lavoro, con il rischio di perderne ancora, insieme a 120 mila imprese chiuse, sono i dati su cui insistono le sigle di categoria, che spingono sullo sblocco dei cantieri e delle opere, grandi e non – c’è la Tav ma non solo -, da nord a sud e sugli investimenti. Secondo una stima della Filca, se ripartissero i 600 cantieri fermi l’impatto sull’occupazione sarebbe di circa 350mila posti.

“Il messaggio di questa piazza è lavoro e diritti, dignità e qualità dell’occupazione insieme a una nuova idea di crescita del Paese, con un nuovo modo di sviluppo: per farlo, bisogna far ripartire gli investimenti“. Ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine della manifestazione. “Al premier Conte come prima cosa chiederemo che si trovino le forme per sbloccare sul serio e in tempi rapidi le opere, non siamo invece disponibili ad accettare una modifica al Codice degli appalti che liberalizzi il sub-appalto e addirittura permetta l’applicazione di qualsiasi contratto. Lavoro e sblocco dei cantieri devono andare insieme al rispetto della legalità, della sicurezza e dei diritti delle persone“, ha aggiunto.

In piazza slogan, bandiere e palloncini, insieme a tanti caschetti da lavoro. In mezzo anche un tunnel di tela nero a rappresentare il tunnel della Torino-Lione con la scritta “Oggi lavoratori tutti a casa”. Un altro striscione è invece dei “minatori del Terzo valico non si toccano, noi costruiamo non distruggiamo”. Un altro è dedicato alla strada statale E45 “un pezzo della crisi in Italia”. Ma sono tanti altri gli slogan che campeggiano, su cartelli e magliette: “La sfida è costruire insieme il futuro”; “Ricostruiamo l’Italia, mettiamo in sicurezza il Paese”. Su tutti, lo slogan principale della manifestazione: “Rilanciare il settore per rilanciare il Paese”