I 5 stelle in Europa hanno presentato un emendamento alle linee guida del Bilancio in cui chiedono che la Commissione Ue non finanzi il Tav, ma piuttosto altre infrastrutture ritenute più strategiche. Mentre a Roma la partita sulla grande opera rimane aperta, tra le tensioni dei soci di governo e lo slittamento di sei mesi per l’operatività dei bandi, la delegazione dei grillini a Strasburgo ha deciso di schierarsi anche in sede europea contro il cantiere e chiedere che i fondi siano piuttosto dirottati su altri fronti. L’emendamento, che difficilmente verrà approvato dall’assemblea, rappresenta però un segnale politico molto significativo sul fronte di Bruxelles dove i 5 stelle cercano di marcare la distanza dalla Lega.

Nell’emendamento M5s si chiede che l’Ue “non usi i fondi per finanziare progetti caratterizzati da controversia e senza un reale valore aggiunto economico, ambientale e sociale come la nuova linea ferroviaria Torino-Lione”. E si chiede piuttosto che “il budget europeo finanzi progetti che permettano di migliorare effettivamente la vita dei cittadini, come per esempio in alcune Regioni italiane, dove c’è veramente bisogno di migliorare la qualità e l’efficienza delle loro infrastrutture”.

A parlare per la delegazione è stata, in una nota, l’europarlamentare M5s Tiziana Beghin: “Portiamo la linea del governo Conte in Europe”, ha detto. “I fondi europei non devono essere usati per finanziare progetti senza un reale impatto economico e un valore aggiunto sociale e ambientale. Gli studi scientifici dimostrano che la realizzazione del TAV Torino-Lione aumenterà l’inquinamento, in particolare per realizzare la galleria e posare i binari. Noi siamo convinti che l’Italia abbia bisogno di altre opere, vogliamo sbloccare i cantieri utili che servono ai cittadini e con il piano ‘Proteggi Italia’ abbiamo già stanziato 11 miliardi di euro per interventi contro il dissesto idrogeologico”. Beghin ha quindi rilanciato la posizione del premier Giuseppe Conte che, nei prossimi mesi, intende cercare un compromesso in Europa: “Siamo fiduciosi”, ha chiuso l’europarlamentare M5s, “nel confronto che il premier avrà con Juncker e Macron. Stiamo tutelando gli interessi degli italiani. Per noi è urgente un vero e proprio cambio di rotta per l’Europa. In particolare, riteniamo fondamentale discutere di un allargamento della finta flessibilità contenuta nel Patto di Stabilità attraverso l’introduzione di una indispensabile ‘golden rule’ per gli investimenti che escluda – come sarebbe logico e ragionevole – tutti gli investimenti pubblici produttivi e i contributi nazionali ai fondi europei dal computo del deficit di bilancio”.

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