Il governatore della California ha sospeso la pena di morte. Con questa decisione, il democratico Gavin Newsom ha bloccato temporaneamente le esecuzioni per i 737 detenuti nel braccio della morte dello Stato che si affaccia sul Pacifico, dei quali 25 hanno presentato invano tutti i possibili ricorsi.

“La pena capitale è discriminatoria, ingiusta e contraria ai nostri valori fondamentali”, sono le parole del governatore, anticipate dal suo staff. La moratoria alla pena capitale comporterà la chiusura immediata della “stanza della morte” di San Quintino.

In California si trova il maggior numero di detenuti in attesa di esecuzione di tutti gli Stati Uniti, un quarto del totale, anche se l’ultima condanna eseguita risale al 2006, per via di una serie di ricorsi legali contro il sistema di iniezione letale.

L’impegno di Newsom, democratico, è di impedire tutte le esecuzioni durante il suo mandato, anche se non ha il potere di abolire la pena di morte: per questo è necessario un referendum e negli ultimi sei anni già due volte i cittadini californiani, contrari allo stop, hanno votato per mantenerla.

Scelta contro cui si è scagliato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che su Twitter ha espresso il proprio disappunto: “Sfidando gli elettori, il governatore della California bloccherà l’esecuzione di 737 assassini a sangue freddo. Gli amici e i familiari delle vittime dimenticate non ne sono entusiasti, come non lo sono io!”.

Ma su questo Newsom, già sindaco di San Francisco per due mandati, dal 2004 al 2011, è pronto a sfidare l’opinione pubblica. Insediatosi a gennaio con un’agenda progressista, l’ex manager di origine irlandese che da primo cittadino ha varato copertura sanitaria pubblica per tutti i residenti, matrimoni gay e depenalizzazione della marijuana, segue le decisioni dei governatori di Oregon, Colorado e Pennsylvania. “La pena di morte contrasta profondamente con ciò che significa essere californiano”, spiega Newsom, secondo cui “uccidere intenzionalmente un’altra persona è sbagliato”.

La scelta è stata presa nel timore che durante il suo mandato gli ostacoli legali – che per ora hanno bloccato le esecuzioni – possano venire meno, dando il via libera alle iniezioni letali, anche se la misura non comporta il rilascio dei detenuti. Dei 50 Stati americani, in 20 la pena capitale è stata abolita. Ma gli Usa restano l’unico Paese occidentale a prevedere ancora questo strumento.

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