Ex pm del pool di Mani pulite, presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione e membro togato del Consiglio superiore della Magistratura, Piercamillo Davigo è l’ospite de “La Confessione”, il programma realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft). Il magistrato racconta al giornalista il primo episodio di corruzione che si trovò a trattare quando ancora 28enne Davigo era un giovane giudice istruttore al tribunale di Vigevano. “Mi imbattei nel primo imputato di corruzione che aveva confessato al Procuratore della Repubblica di aver ricevuto denaro in quattro occasioni – racconta l’ex pm – La prima volta 250mila lire che gli aveva messo in mano il suo diretto superiore. Per darle un parametro di confronto si trattava dello stipendio di un mese. Io gli chiesi: ‘Come fa un ragazzo di 27 anni a vendersi per 250mila lire?’ Un’età in cui si dovrebbe essere pieni di entusiasmo, di voglia di accettare le sfide, magari avere l’illusione di cambiare il mondo“. La risposta rimane impressa nella mente del giovane giudice: “Lui rimase a lungo in silenzio poi mi disse: ‘Lei non può capire perché fa un parte di un mondo dove queste scelte sono individuali”. Il ragazzo racconta a Davigo di aver capito, dopo soli 15 giorni, che in quell’ufficio “rubavano tutti” e che, di conseguenza, “non avrebbero tollerato la presenza in mezzo a loro di uno onesto perché sarei stato un pericolo per tutti gli altri”. Il ragazzo prosegue nel suo racconto: “Quando il mio superiore mi ha messo in mano i soldi ho pensato che se non li avessi presi mi avrebbero licenziato. Ero in prova, non avevano nemmeno bisogno di un particolare motivo per licenziarmi e io avevo bisogno di lavorare. Non ho avuto il coraggio che ci voleva per essere onesto. Lei però non può capire perché questo coraggio non è richiesto. Lei fa parte di un mondo dove queste scelte sono soltanto individuali”. Davigo ammette di aver fatto tesoro di quelle parole per tutta la sua vita professionale per due ragioni e spiega: “La prima è che vorrei vivere in un Paese dove ci vuole coraggio per fare il delinquente, non dove ci vuole coraggio per essere onesti. La seconda è che ad oggi, dopo 40 anni di magistratura, non so ancora se sono onesto perché non sono mai stato indotto in tentazione“.

“La Confessione”, il programma realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft).