L’Agenzia per la sicurezza del trasporto aereo dell’Ue (Easa) sospende tutti i voli del Boeing 737-8 Max e 737-9 Max in Europa. A due giorni dallo schianto del volo ET 302 della Ethiopian Airlines che domenica è precipitato sei minuti dopo il decollo da Addis Abeba, interviene l’Easa dopo che diversi Paesi europei si erano mossi autonomamente chiudendo i cieli al modello della Boeing. Si tratta, spiega l’Agenzia, di una direttiva emessa a partire dalle 19 di martedì come “misura precauzionale” in seguito all’ultimo incidente – costato la vita a 157 persone di cui 8 italiane – ma anche in quello dello scorso 20 ottobre, quando in Indonesia persero la vita 189 persone su un volo della Lion Air. Nelle ore precedenti, erano state nell’ordine Germania, Regno Unito, Francia, Belgio e Italiabandire tutti i voli nel proprio spazio aereo, anticipando nella sostanza la mossa dell’Easa. Non si contano, invece, le singole compagnie. L’ultima è la Norwegian Air Shuttle, compagnia privata low-cost che ha 18 aerei di quel modello. Mentre anche il principale operatore di viaggi in Europa, Tui, sta fermando i voli con il modello Boeing 737 Max 8.

Easa: “Abbiamo offerto assistenza” – “L’inchiesta sull’incidente avvenuto domenica è condotta dalle autorità etiopiche, col supporto del National Transportation Safety Board, poiché l’aeromobile è stato progettato e costruito negli Stati Uniti. E l’Easa ha offerto la propria assistenza a sostegno dell’indagine”, ha evidenziato l’Agenzia comunicando la decisione presa anche se è “troppo presto per trarre conclusioni sulle cause”. Martedì mattina, invece, si erano già mosse Australia, Singapore, BrasileCorea del SudMalaysia e Vietnam si sono aggiunti alla lista degli Stati che hanno sospeso l’utilizzo dei Boeing, oltre alla compagnia Aerolineas argentinas. A mettere al bando i velivoli in Brasile è la compagnia Gol, nella cui flotta figurano 7 aerei dello stesso tipo sui 121 Boeing totali, mentre per la Corea del Sud la sospensione si riferisce solo alla compagnia Easter Jet. Per quanto riguarda l’Australia, invece, la scelta riguarda solo la Silk Air, di proprietà di Singapore Airlines, e la Fiji Airways, poiché nessun vettore australiano in realtà utilizza il modello 737 Max 8.

Gli usa chiedono aggiornamento software – E dopo che gli Stati Uniti, che non hanno sospeso gli aerei, hanno chiesto alla Boeing di apportare modifiche al software entro aprile, la società con sede a Chicago ha fatto sapere che procederà all’aggiornamento per l’intera flotta. Secondo le ricostruzioni, infatti, il dispositivo automatico chiamato ‘auto-dive‘ montato sui nuovi modelli potrebbe comportare un improvviso abbassamento del muso dei velivoli se i dati indicano un rischio di stallo. I familiari di una delle vittime del disastro aereo del 29 ottobre in Indonesia, hanno deciso a metà novembre scorso di intentare una causa proprio nei confronti della Boeing. Secondo i legali, il colosso aeronautico con sede nell’Illinois non avrebbe istruito adeguatamente i piloti della Lion Air di un cambiamento nelle procedure di sicurezza del velivolo.

La compagnia: “Aereo è sicuro”. Titolo crolla in Borsa – La compagnia è “profondamente rattristata” per l’incidente avvenuto in Etiopia, si legge in una nota in cui si precisa che “la sicurezza è un valore fondamentale per tutti in Boeing ed è la nostra priorità assoluta. Il 737 Max è un aereo sicuro che è stato progettato, costruito e supportato dai nostri dipendenti qualificati che si avvicinano al loro lavoro con la massima integrità”. Boeing precisa di aver “lavorato a stretto contatto con la Federal Aviation Administration (Faa) per lo sviluppo, la pianificazione e la certificazione del miglioramento del software, che verrà applicato nella flotta 737 Max nelle prossime settimane”. In attesa di conoscere gli esiti delle indagini il titolo della compagnia Boeing era crollato in Borsa, perdendo oltre l’11% all’apertura di Wall Street. Martedì si è registrato un nuovo calo: a Wall Street cede il 5,05 per cento.