Tav? Sono sicuro, sicuro, sicuro che questa roba resterà ferma per altri anni“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di 24 Mattino, su Radio24, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, che si dice ignaro sui retroscena relativi allo scontro tra il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte circa la realizzazione del Tav.

E aggiunge: “Gli italiani hanno altro problemi, come il lavoro e la lotta alla povertà. Il Tav è un’opera progettata 20 anni fa, per la quale sono stati stanziati dei soldi e non si va avanti da anni. Di colpo, è diventata la panacea di tutti i mali delle infrastrutture, ma è ferma da anni. Nel Paese ci sono migliaia di infrastrutture ferme e miliardi di euro stanziati su una serie di capitoli che non vengono spesi. Noi – continua – abbiamo preso degli impegni in campagna elettorale e li vogliamo rispettare. Se gli altri la pensano diversamente, è una scelta legittima. Ma il tema è: se anche qualcuno avesse mai dato l’ok anche un anno fa a questa roba, oggi non si sarebbe mosso niente“.

Buffagni si pronuncia anche sul Pd: “Un doppio forno con i dem? Credo che siamo una Repubblica parlamentare, quindi come abbiamo detto, se sul salario minimo il PD vuole in Parlamento portare avanti il nostro progetto di legge che va in quella direzione, si vota. Io ritengo che la chiusura della stagione Renzi nel Pd sia un segnale positivo soprattutto per il Paese. E’ stato nominato il nuovo segretario, a cui faccio il mio ‘in bocca al lupo’. Zingaretti ha esordito con uno strafalcione clamoroso: se fosse successo al M5s, avremmo avuto l’apertura dei tg e di tutte le home page dei siti internet su quell’errore e magari sul titolo di studio, che di Zingaretti non ho ancora capito. Su di noi, invece, ci sono radiografie di nonne e zie”.
E sottolinea: “O si prendono a schiaffi tutti i politici oppure no, perché la logica dei due pesi e delle due misure fa male al Paese. Un racconto sempre conflittuale non aiuta”.

Il politico del M5s si esprime sulle perplessità di alcuni presidenti regionali del Nord, come il dem Chiamparino e i leghisti Zaia e Fontana, sul reddito di cittadinanza: “Ce ne faremo una ragione, credo che riusciremo ugualmente a dormire stanotte, perché il Paese ha ben altri problemi rispetto alle perplessità di tre presidenti di Regione. Io credo che questa sia un’occasione per l’intero Paese. Era nel programma elettorale di tutte le forze politiche, incluse quelle che oggi urlano contro il provvedimento, quindi o erano tutti ballisti in campagna elettorale oppure sono poco coerenti“.

E spiega: “I soldi per i centri dell’impiego e i navigator sono stati stanziati, sono in bilancio, ma mi rendo conto che in questo Paese è più semplice criticare che fare le cose. I centri per l’impiego hanno già in dote 8mila persone che lavorano al loro interno. Queste strutture non funzionano da anni perché regioni e governi precedenti non hanno fatto abbastanza. E quindi stiamo dicendo: iniziamo a far lavorare tutti, c’è l’esigenza di aumentare la produttività ed efficienza. E già il fatto che si parta è un buon inizio”.

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