“La difficoltà non è la vigilanza” delle banche”, “ma la gestione delle crisi che è diventata quasi impossibile” a causa degli “strumenti” a disposizione. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco allo Spencer Stuart Forum, a cui ha partecipato anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria, è tornato a criticare il bail in contro il quale di recente si è espresso il titolare del Tesoro e che due giorni fa il capo della Vigilanza di via Nazionale, Carmelo Barbagallo, ha definito “pressoché inapplicabile” e fonte di instabilità perché “ha preceduto di molto un suo essenziale presupposto di funzionamento” ossia il cuscinetto di capitale Mrel (minimum requirement for own funds and eligible liabilities).

Da Berlino gli ha risposto a stretto giro, difendendo il bail in, un portavoce del ministero delle Finanze tedesco: “Le regole sul bail-in che siamo arrivati a scrivere sono una delle lezioni chiave che abbiamo appreso dalla crisi finanziaria devono essere rispettate”, ha detto alla stampa che gli chiedeva un commento sulle dichiarazioni italiane. Messa a punto dopo la crisi finanziaria globale per fare da scudo ai contribuenti nel casi dei salvataggi bancari più costosi, la normativa sul bail in prevede che i costi del salvataggio siano sostenuti dagli azionisti e in seconda battuta dagli obbligazionisti subordinati e potenzialmente dai correntisti con crediti superiori ai 100mila euro.

Visco, commentando le dichiarazioni di Tria – poi corrette – su un presunto “ricatto” del ministro tedesco Wolfgang Schaeuble all’allora titolare del Tesoro Saccomanni per fargli dire sì alle nuove norme ha detto che il ricatto non ci fu, ma c’è stato sicuramente un problema legato alla instabilità politica italiana: “Non è il ministro delle finanze tedesco Schaeuble che ricatta” sul bail in ma “è lui che dice all’ennesimo ministro dell’economia italiano: ‘tu quanto duri?”. Insomma, “la stabilità politica è importante e se un governo dura 11 mesi e ci sono 5 ministri in 5 anni c’è un problema”. E “c’è del vero in quanto ha detto Tria” come “debolezza contrattuale e numerica” e sulle ragioni “per cui sia il bail in che la burden sharing” non erano “raccomandate per l’Italia”. Poi ha ricordato che la sostituzione di titoli emessi al dettaglio con altri destinati agli investitori istituzionali e la retroattività delle norme “hanno creato molta tensione”.

Riguardo alle polemiche delle ultime settimane sul rinnovo delle cariche, sulle riserve d’oro detenute dalla Banca d’Italia e sul disegno di legge che ne prevede la “nazionalizzazione“, Visco ha affermato che “non ci deve essere alcun dubbio su quello che fa Bankitalia e per chi lo fa”. Poi ha ricordato che “è un ente pubblico. Punto. E non è di proprietà di alcune banche private. E’ pubblica e i suoi dipendenti svolgono un servizio per la collettività con il massimo impegno”. Quanto all’oro, è “una piccola componente che è della Banca d’Italia e che, come nessuna attività della Banca d’Italia, può essere usata come finanziamento monetario del Tesoro”.