Il 1 marzo è giornata importante nel mondo della musica rock. Oggi, nel 1973, i Pink Floyd davano alle stampe il capolavoro The Dark Side Of The Moon; i Nirvana, nel 1994, tenevano il loro ultimo concerto in assoluto (prima della scomparsa di Kurt Cobain), mentre a Londra nasceva Roger Daltrey, istrionico frontman degli Who che oggi compie 75 anni. Dall’altra parte dell’oceano, tanto per non mancare di consegnarsi alla storia, Jim Morrison veniva invece arrestato nel corso del concerto che i Doors andavano tenendo al Dinner Key di Miami.

Stante la differenza evidente di comportamento, sul palco, tra il cantante ed il resto della band (sempre composta), e le tante evidenze fotografiche prodotte la sera stessa, non vi è alcuna certezza circa uno dei gesti che avrebbe, su tutti, scatenato le ire della polizia presente: per quanto sicuramente Morrison fosse alterato, avesse addirittura perso non uno ma ben due aerei intrattenendosi al bar dell’aeroporto incitando, una volta arrivato sul posto, i presenti alla nudità e all’amore libero imbracciando niente meno che un agnello, questi non avrebbe assolutamente mostrato i suoi genitali in pubblico.

Fatto che, seppur riportato da alcune testimonianze a dir poco contraddittorie, valse al musicista in primo grado la condanna a 6 mesi di carcere ed il pagamento di una multa di 500 dollari. Solo il successivo ricorso, e la morte dell’artista due anni dopo faranno sì che la pena non venga effettivamente mai scontata. Addirittura, nel novembre 2010 il governatore della Florida Charlie Christ arriverà a concedere la grazia postuma.

Comunque distante dal personaggio ondivago e assolutamente egocentrico ritratto nel film diretto da Oliver Stone, Morrison rappresentava comunque di per sé un pretesto utile affinché l’ordine prestabilito delle cose non venisse minimamente toccato. Senza forse volerlo del tutto, il cantante finì comunque per incanalare nella sua musica e nei suoi atteggiamenti le energie positive prodotte dall’allora incalzante contestazione giovanile che avrà uno sfogo, forse decisivo, nelle manifestazioni pacifiste contro la guerra in Vietnam in corso in quegli anni. In più la costante messa in dubbio di qualsiasi regola, tanto più legge e istituzione, rendeva Morrison – specie per via dei suoi comportamenti sempre provocatori – un bersaglio perfetto.

Neanche adolescente, il rifiuto da parte dell’autoproclamato Re Lucertola di ogni istanza borghese troverà conforto appunto già in tenera età frequentando la libreria (e i pub) del poeta Lawrence Ferlinghetti. Allo stesso modo, rifacendosi ad un verso di Blake, prenderanno vita i Doors subito dopo l’incontro col tastierista Ray Manzarek.

Icona sexy oltre che artistica, Morrison troverà proprio in quel 1 marzo l’inizio della (sua) fine: reduce da un tour europeo non proprio di successo, mascherato dal sold out poi raggiunto al rientro in patria al Madison Square Garden, raggiungerà il suo punto più basso nell’esibizione tenuta il 12 dicembre 1970 al Warehouse di New Orleans collassando sul palco prima di consegnare alle stampe, qualche mese dopo, l’ultimo L.A. Woman.

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