Un invito a mostrare maggiore solidarietà, in tema di economia ma soprattutto sul fronte delle politiche migratorie, e una richiesta precisa a Francia e Germania: il seggio che Parigi vuole far assegnare a Berlino in sede di Consiglio di Sicurezza Onu deve restare dell’Unione europea. Nel discorso tenuto dinanzi alla plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo Giuseppe Conte ha affrontato tutti i dossier che in sede comunitaria risultano di primario interesse per l’Italia. Un intervento che si è trasformato in un processo al premier a causa della veemente replica, condita da attacchi personali, di alcuni membri dell’assemblea. “Mi fa male vedere la degenerazione politica dell’Italia – ha attaccato Guy Verhofstadt, leader di Alde, i liberali europei – Mi domando per quanto tempo ancora lei sarà il burattino mosso da Salvini e da Di Maio”.

“Nessuno Stato Membro europeo può da solo giocare un ruolo significativo – ha detto il presidente del Consiglio in un’Aula che le opposizioni, Partito Democratico in primis, hanno descritto come semivuota – Di qui l’auspicio che una voce europea unita trovi spazio anche al Consiglio di Sicurezza dell’Onu”. Il riferimento è all’accordo siglato il 22 gennaio da Francia e Germania per rafforzare l’asse che da sempre costituisce l’architrave dell’Unione, in base al quale l’Eliseo si impegna a battersi perché alle Nazioni Unite venga riservato un seggio permanente alla Germania. “È una battaglia, questa, su cui l’Unione Europea deve muoversi in modo coordinato, deve parlare con una sola voce – ha spiegato il premier – L’Unione Europea deve saper parlare al mondo. Un’Europa forte, ambiziosa e coesa è innanzitutto necessaria per migliorare la sua capacità d’interlocuzione con gli Stati Uniti“. Che sono contrari al progetto franco-tedesco.

 

A proposito dei rapporti con la Francia, sul tavolo del presidente del Consiglio da giorni c’è il dossier sulle tensioni con l’Eliseo. Migranti, Libia, cantieri Stx e gilet gialli sono i temi attorno ai quali ruota un conflitto che da latente si è trasformare in palese con il richiamo da parte di Parigi dell’ambasciatore a Roma. Una decisione motivata con l’incontro tra il vicepremier italiano Luigi Di Maio e alcuni esponenti del movimento che da diversi mesi scende in piazza in Francia scontrandosi anche violentemente con le forze dell’ordine. “I dissidi anche sul piano bilaterale, e in questi giorni ne abbiamo la chiara conferma – è la lettura che Conte fa della lite dinanzi alla plenaria di Strasburgo – rappresentano più l’effetto che la causa di una incapacità dell’Europa di proporre soluzioni. E’ questa incapacità, non i dissidi, che affievoliscono la forza propulsiva del progetto europeo”.

Il secondo punto dell’agenda di Conte riguarda la gestione dei flussi migratori: l’Europa non può continuare ad affrontarli “in una prospettiva emergenziale, bensì deve affidarsi a un approccio strutturale in modo da pervenire a soluzioni stabili ed efficaci”, ha detto il premier invitando le istituzioni comunitarie “alla piena attuazione delle Conclusioni del Consiglio Europeo del 28 giugno 2018” sulla redistribuzione dei migranti. “Senza una strategia di gestione europea multilivello dei flussi, risulta compromessa la stessa tenuta dell’Europa unita”. In questo contesto “la proposta di riforma del Regolamento di Dublino, approvata a novembre del 2017, non è sostenibile nell’attuale Ue. Prevale, purtroppo, l’indisponibilità della maggioranza degli Stati a partecipare ad una redistribuzione obbligatoria”, sottolinea.

Anche sui temi economici l’Europa deve “essere più equa e sociale. La nuova legislatura europea deve perseguire con maggiore decisione e come urgente priorità la lotta contro la disoccupazione e il sostegno alla crescita“. “Se vogliamo che l’Europa rimanga il nostro futuro comune, è il momento di far seguire alle parole i fatti, avviando insieme un percorso per una nuova Europa, un’Europa del popolo, più solidale, più inclusiva, più equa, in definitiva più democratica. L’unica in cui i cittadini di oggi e di domani meritano di vivere”.

Le repliche – Dopo l’intervento è piombato sul premier un attacco bipartisan, che ha coinvolto socialisti, liberali, popolari. “Non è questa l’Italia che conosciamo, l’Italia che conosciamo è quella di Spinelli”, ha replicato in Aula il leader dei Socialisti e Democratici Udo Bullmann, riferendo del suo recente viaggio a Catania durante lo stallo sulla Sea Watch: “Il vostro governo deve smettere di mostrarci questo volto inumano“, sui migranti. “Sono molto rattristato dall’escalation senza senso fra l’Italia e la Francia. In contesti come questi nessuno esce vincente, è una situazione classica perdenti-perdenti”, ha aggiunto Bullmann.

Critico con l’Italia anche Guy Verhofstadt: “Parlo in italiano, io sono innamorato dell’Italia, per me è più di un paese, è un’intera civiltà, l’Italia è dove è nata la nostra civiltà europea – ha detto il leader dei Liberali – per questo che oggi mi fa male vedere la degenerazione politica dell’Italia, che non è iniziata ieri, o un anno fa, ma 20 anni fa. Questo bellissimo Paese è diventato da convinto difensore dell’Europa ad un fanalino di coda dell’Unione”. “Mi domando per quanto tempo ancora lei sarà il burattino mosso da Salvini e da Di Maio”, ha aggiunto Verhofstadt rivolgendosi al premier Conte in Aula.

La mancanza della crescita in Italia “è una vostra responsabilità, non degli altri ma del governo italiano“, ha attaccato il capogruppo del Ppe Manfred Weber. “L’Italia è oggi il Paese con il tasso di crescita più basso dell’Ue. Non è un problema solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, perché parliamo di uno dei nostri motori economici, un paese del G7″, ha sottolineato Weber. “Come Ppe – ha aggiunto – pensiamo che sia essenziale avere investimenti nell’Ue”, ma “vediamo che in Italia c’è un governo che non riesce nemmeno a mettersi d’accordo su un progetto già approvato tra Italia e Francia”. Ovvero l’Alta Velocità Torino-Lione.

La controreplica di Conte – “Alcuni interventi non andrebbero commentati, perché hanno pensato di offendere non solo il sottoscritto ma l’intero popolo che rappresento”, ha affermato Conte nel tempo previsto per le repliche. “Io burattino non lo sono – ha risposto il presidente del Consiglio a Verhofstadt – Interpreto e sono orgoglioso di rappresentare un intero popolo e di interpretare la voglia di cambiamento del popolo italiano e di sintetizzare una linea politica di un governo che non risponde alle lobby. Forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby e comitati d’affari“, ha affermato il permier. Che ha replicato anche alle critiche sulla Tav: “E’ vero che è un progetto già varato e di interesse europeo, è vero. Ma il governo ha ritenuto che è corretto nei confronti dei cittadini, tanto più se le valutazioni che giustificano quell’opera risalgono a 25 anni fa, di riaggiornare tali valutazioni. E allora abbiamo deciso di procedere con un’analisi costi-benefici.

Salvini: “Insulti vergognosi” – Uno dei primi commenti dall’Italia è quello di Matteo Salvini: “Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso. – ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno – Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente”.