Mentre gli alleati di governo Luigi Di Maio e Matteo Salvini ribadiscono che su Bankitalia “c’è bisogno di discontinuità, il ministro dell’Economia Giovanni Tria per la prima volta commenta lo stop al rinnovo del mandato del vicedirettore generale Luigi Federico Signorini dicendo all’Ansa che l’’indipendenza di via Nazionale “va difesa, mi sono già espresso”. Poche parole che, oltre a confermare la posizione favorevole a Signorini, esprimono sostegno all’istituzione segnando una netta distanza rispetto alle dichiarazioni dei vicepremier. Anche se in serata la portavoce del titolare del Tesoro ha precisato che l’indipendenza “è un fatto istituzionale” e “il ministro non ha inteso dichiarare contro nessuno, ma semplicemente ha fatto un’affermazione istituzionale ovvia e persino banale. Le sue parole quindi non sono indirizzate contro nessuno”.

Di Maio domenica mattina, partecipando all’inaugurazione del Micam alla Fiera di Rho, ha detto che le frasi pronunciate sabato dal palco l’assemblea dei risparmiatori delle ex popolari venete non vanno interpretate come “un attacco all’istituzione Bankitalia o Consob, è che questo governo mette insieme due forze politiche che hanno sempre detto che se abbiamo centinaia di migliaia di risparmiatori sul lastrico, a cui abbiamo dato 1,5 miliardi in legge di Bilancio per risarcirli delle truffe che hanno subito, è anche perché chi doveva controllare non ha controllato“. Quindi “ora che noi come governo veniamo consultati per procedura costituzionale nella nomina del direttorio, se ci chiedono un parere sul rinnovo io dico no: c’è bisogno di discontinuità“. Insomma “non è un fronte che apriamo ma semplicemente un modo per mantenere una promessa agli italiani, perché le istituzioni che dovevano controllare prodotti finanziari e gli istituti di credito non hanno fatto il loro dovere”.

Diversi quotidiani ricordano che la mancata riconferma di Signorini – in seguito alla quale nel direttorio resterà un posto vacante – è comunque solo il primo step. A maggio scade infatti il mandato del direttore generale Salvatore Rossi e della vicedirettrice generale Valeria Sannucci. L’altra partita aperta riguarda l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), che è presieduto dallo stesso Rossi e ha un consiglio in cui siedono Rossi e due consiglieri “scelti tra persone d’indiscussa moralità e indipendenza oltre che di elevata qualificazione professionale in campo assicurativo”, nominati con decreto del Presidente della Repubblica previa delibera del cdm su proposta del governatore della Banca d’Italia e di concerto con il ministro dello Sviluppo. A dicembre Visco ha proposto a Di Maio il rinnovo degli attuali consiglieri Riccardo Cesari e Alberto Corinti ma non ha ancora avuto risposta e giovedì scadono i 45 giorni di proroga dei loro mandati. Scaduta la prorogatio, in assenza di nomine l’Ivass rischia di non poter operare, in quanto il consiglio sarebbe costituito dal solo presidente.