“Se hanno un briciolo di intelligenza, ascoltino questa piazza e aprano un confronto”. È il messaggio che il leader della Cgil, Maurizio Landini, rivolge al governo prendendo la parola dal palco della manifestazione unitaria a Roma di Cgil, Cisl e Uil. Due settimane dopo la sua elezione a segretario, guardando piazza San Giovanni, Landini dice: “Noi siamo il cambiamento, noi vogliamo la giustizia sociale”. Crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco: i sindacati chiedono al governo di aprire un confronto di merito e cambiare la politica economica, ascoltando i lavoratori. E per questo per la prima dal 2013 tornano in piazza in maniera unitaria. Una manifestazione inizialmente prevista a piazza del Popolo e poi spostata vista la grande partecipazione: “Ci sono troppi che danno i numeri in questo Paese, e a loro dico a questo punto, contateci voi“, risponde Landini che prima di salire sul palco ha attaccato sia Quota 100 che “non basta” sia la “confusione” sul reddito di cittadinanza. “Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro”, ha detto anche la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.


di Manolo Lanaro

Il vicepremier Luigi Di Maio da Vicenza risponde: “La realtà virtuale era quella dei governi precedenti che hanno sacrificato tutto sull’altare dell’austerity. Comunque, mi auguro che Landini voglia sostenere la mia proposta di taglio delle pensioni d’oro degli ex sindacalisti”. La replica arriva invece dal palco romano per bocca del leader della Uil, Carmelo Barbagallo: “Oggi Di Maio ci ha minacciato dicendo che taglia le pensioni d’ora ai sindacalisti. Non ce ne frega niente… Chi ha versato ed è in regola, farà ricorso. Si beccheranno un sacco di cause se intervengono su chi è già in pensione, come prevede la legge”, avverte. I sindacati “sono in piazza contro chi ripristina lo Stato sociale”, scrive il ministro Stefano Buffagni su Facebook. Mentre il vicepremier Matteo Salvini ospite a L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 afferma: “Noi abbiamo fatto incontri, abbiamo accolto alcune richieste, come sull’Imu sui capannoni. Certo mi incuriosisce che la Cgil muta sull’infame Legge Fornero, nella prima settimana in cui viene smontata, vada in piazza“.

Il discorso di Landini – “Se il governo ha un briciolo di saggezza e intelligenza deve aprire il tavolo con i sindacati. Se non dovesse succedere deve sapere che noi non ci fermeremo qui e andremo avanti finché non porteremo a casa quello che abbiamo chiesto, risultati”, dice dal palco il leader della Cgil. “Noi siamo il cambiamento e chiediamo il cambiamento delle politiche del Paese. Noi vogliamo giustizia sociale e che al centro tornino la persona e il lavoro“, continua Landini.

“Nella legge di stabilità i salari nel pubblico impiego aumentano di 14 euro lordi nei prossimi tre anni: non si rendono conto che così offendi te stesso e quelli che lavorano. Investire sul lavoro pubblico significa non solo dare un riconoscimento salariale ma anche intervenire su una idea di crescita del paese”, dice il leader Cgil. “I soldi dove si prendono? I soldi bisogna andarli a prendere dove sono: c’è un’evasione da 120 miliardi l’anno e il 90% dell’Irpef la pagano i lavoratori e i pensionati. Ma di cosa stiamo parlando?”, attacca Landini. Serve, prosegue, “una vera riforma del fisco che non è la flat tax“.  Bisogna “rivedere integralmente la legge Fornero, quota 100 non basta. Sul reddito di cittadinanza si fa confusione tra lotta alla povertà e ricerca del lavoro”, aveva detto ai cronisti prima di salire sul palco.


di Agenzia Vista

“Non abbiamo scritto Jo Condor in fronte: quando il governo discute con noi deve affrontare seriamente i veri problemi. Noi non siamo in piazza contro la povertà ma abbiamo presentato una piattaforma precisa su cui avviare un dialogo”, continua il leader della Cgil sollecitando il governo dal palco della manifestazione. E sui 6mila navigator in arrivo per il reddito di cittadinanza incalza: “È un capolavoro, 6 mila lavoratori che saranno assunti con un contratto di collaborazione per reclutare altri lavoratori che a loro volta saranno precari“. Poi il monito rivolto sempre all’esecutivo: “Andiamo avanti – conclude Landini – per sostenere la nostra piattaforma ma non perché non ci piace il governo ma per tutti coloro che rappresentiamo“.

Il discorso di Furlan – “Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro”, ha spiegato a margine la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sostenendo che “il governo deve cambiare la linea economica” perché “l’Italia è ad un passo dalla recessione economica” e “bisogna cambiare assolutamente rotta”. Poi dal palco ha aggiunto che l’esecutivo “oggi ha una chance bellissima: uscire dalla retorica della crescita che non c’è ed entrare nel confronto per la crescita”. “Come si fa a dire che il 2019 sarà un anno bellissimo? Se le cose vanno avanti così, non ci crede più nessuno. Apriamo un confronto vero”, esorta Furlan. “Tante persone sono qui oggi a chiederlo, anche le imprese, e lo facciamo uniti, insieme. E continueremo a farlo uniti. Rappresentiamo 12 milioni di persone. Insieme facciamo ripartire l’Italia”, afferma ancora. “Perché si sblocchino le infrastrutture, si investa su crescitaformazione e Pa, perché si dia dignità al lavoro e al suo popolo, noi oggi siamo qui. Abbiamo già detto queste cose al governo, ahi noi inascoltati“, sottolinea la leader Cisl.

Il discorso di Barbagallo – Il governo, secondo il leader della Uil, “non può essere autoreferenziale perché l’economia sta andando male e un governo del cambiamento non può cambiare il Paese in peggio”. “Noi siamo sempre stati per il confronto” ribadisce ancora Barbagallo che spiega come contatti con l’esecutivo, dopo l’ultimo incontro con il premier Giuseppe Conte, non ci siano stati: “Eravamo rimasti che ci saremmo rivisti e Conte sa che non è per dirci buongiorno”, aggiunge. “Non facciamo opposizione, siamo il sindacato”, dice il leader Uil da piazza San Giovanni. E sulle critiche alla manifestazione replica: “Vi mandiamo una foto vediamo se ancora pensate che siamo qui per fare ginnastica, solo una passeggiata… Ma sapete quanta determinazione ci vuole per essere qui oggi?”, prosegue ironizzando sulla mancanza di un tavolo di confronto. “Anche Renzi cercò di evitare la discussione e gli mandammo tanti falegnami per costruire un tavolo: cominceremo anche con questo governo” aggiunge. “A piazza San Giovanni una folla così immensa non la si vedeva da molti anni. Il Governo ne tenga conto”, ammonisce Barbagallo.

La partecipazione – I sindacati spiegano che sono stati programmati oltre 1.300 pullman, 12 treni straordinari, 2 navi, più di mille arrivi con voli, oltre a tutta la partecipazione auto-organizzata. Dal palco, prima dei leader sindacali, prenderanno la parola sei tra delegati e delegate: un’infermiera del 118, una pensionata, un rider, un delegato dell’ex Ilva di Taranto, una delegata della scuola e un lavoratore edile. Tra gli striscioni e i cartelli che vengono portati in corteo, partito da piazza della Repubblica, ci sono “Meno stati sui social, più stato sociale”, “Giù le mani dalle nostre pensioni”, “Subito una legge per la non autosufficienza”, “Non siamo il vostro bancomat”, “C’è solo una razza quella umana”.

La risposta di Buffagni – “Oggi i sindacati scendono in piazza per chiedere ‘più Stato Sociale’. Curioso però che protestino proprio contro il primo governo che veramente sta ricostruendo lo Stato Sociale, quando sono rimasti silenti per 10 anni mentre i governi precedenti lo smantellavano a picconate, lo Stato Sociale”, afferma, con un post pubblicato su Facebook, il sottosegretario M5S agli Affari regionali, Stefano Buffagni.

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