Venerdì lo spread tra Btp e Bund si è allargato fino a 290 punti base, tornando ai livelli di due mesi fa, prima di chiudere a 289 punti. Il rendimento del decennale italiano nel corso della seduta ha superato la soglia del 3%, per poi ripiegare a 2,99%. All’aumento del differenziale rispetto ai titoli tedeschi contribuiscono le nuove stime della Commissione europea – che ha tagliato la previsione di crescita del pil italiano nel 2019 dal +1,2% dello scorso autunno al +0,2% – e la tensione politica con la Francia alimentata dall’appoggio del leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ai gilet gialli e dalle divergenze sul tema Tav.

Il differenziale resta comunque sotto i picchi dello scorso autunno, quando ha superato i 320 punti in scia all’incertezza sui contenuti della manovra economica e sul rischio di una procedura di infrazione Ue, poi sventata grazie alla revisione al ribasso del deficit/pil decisa all’ultimo minuto dal governo gialloverde. Anche il rendimento del decennale italiano torna ai livelli raggiunti a dicembre, prima che la legge di bilancio venisse approvata, ma non arriva al livello raggiunto a ottobre, quando aveva toccato il 3,69%.