D’ora in poi in Brasile basterà un’autocertificazione che attesti la residenza in una città pericolosa o in un’area rurale e pochi altri requisiti per poter acquistare e tenere in casa fino a sei armi da fuoco. A quindici giorni dal suo insediamento alla presidenza del Paese, Jair Bolsonaro onora un’altra delle sue promesse elettorali. E lo fa da un lato modificando parzialmente lo statuto sul disarmo in vigore nel paese dal 2004, dall’altro introducendo nuovi parametri per giustificare la “necessità” per i cittadini comuni di armarsi.

La maggiore facilità nell’ottenere il permesso all’acquisto e alla detenzione delle armi, è il risultato della modifica di due norme. La prima, riguarda il passaggio chiave della vecchia legislazione, ora modificata, che richiedeva una verifica da parte della polizia federale della “effettiva necessità” di avere una pistola a casa da parte dei cittadini. Dal momento che per il governo questa norma “rasentava la soggettività”, il nuovo decreto cambia le regole puntando sulla fiducia, affermando che “si presumerà la veridicità dei fatti e delle circostanze affermate nella dichiarazione di effettiva necessità” presentata da parte di chi richiede il permesso di acquisto, per poter acquistare e detenere le armi legalmente. A stabilire di avere necessità dell’arma saranno, in pratica, gli stessi cittadini e non più la polizia federale dopo un’attenta valutazione. La seconda norma, stabilisce i nuovi criteri che offrono ai cittadini la motivazione della “effettiva necessità” di avere l’arma: e cioè, principalmente, la residenza in un’area pericolosa del paese.

Il parametro scelto per stabilire la pericolosità delle città è quello del tasso di omicidi: al di sopra dei 10 assassinii per 100 mila abitanti, la città sarà considerata a rischio e i cittadini potranno ottenere la licenza per le armi. Secondo i calcoli effettuati dall’Istituto brasiliano di geografia e statistica (Ibge) e dal ministero della Salute, riportati dal quotidiano “O Globo”, i municipi che superano questa soglia sono 3.179 sul totale di 5.570. Ciò include di fatto 169 milioni di brasiliani, quattro cittadini su cinque. Inoltre, la possibilità di dotarsi di un’arma da fuoco include anche i residenti nelle aree rurali del paese, notoriamente caratterizzate da inferiori indici di violenza. In questo modo, il governo darà di fatto la possibilità alla quasi totalità dei brasiliani di poter accedere più facilmente alle armi. Ne avranno diritto i privati cittadini, e i proprietari e gestori di imprese ed esercizi commerciali. Per questi sarà consentito l’acquisto di un massimo di quattro armi. Nel caso dei residenti delle aree rurali del paese, i titolari di aziende particolarmente estese sul territorio, potranno acquistare fino a un massimo di sei armi da fuoco. Restano validi, in ultimo, gli altri requisiti necessari per ottenere il possesso di armi: avere più di 25 anni, non avere precedenti penali, avere una dimostrata abilità all’uso dell’arma e superare un test psicologico. Nel caso di residenze in cui vivono bambini, adolescenti o persone con disabilità mentali, il testo prevede l’obbligo per il proprietario dell’arma di disporre di una cassetta di sicurezza dove conservare l’arma. Il decreto attuale non modifica le regole per l’ottenimento del porto di armi, la cui modifica, già annunciata, sarà presentata direttamente alle camere nelle prossime settimane.

Considerata come una delle più importanti promesse fatte dal presidente Bolsonaro in campagna elettorale, la misura era in discussione fin dai primi giorni del governo. Nel corso della cerimonia solenne nel palazzo presidenziale del Planalto, il presidente Bolsonaro, ha sottolineato che il decreto ripristina un diritto che i cittadini avevano richiesto con il voto al referendum organizzato dall’allora governo di Luiz Ignazio ‘Lula’ da Silva su una parte dello statuto sul disarmo approvato l’anno precedente. La maggioranza dei brasiliani aveva respinto, con quel voto, la parte dello statuto sul disarmo che limitava il possesso di armi. Nonostante ciò “Il governo, all’epoca, fece in modo, con decreti e ordinanze di negare questo diritto”, ha detto Bolsonaro. “Il popolo decise di acquistare armi e munizioni e noi ora non possiamo negare ciò che la gente voleva in quel momento”. Secondo un sondaggio pubblicato dall’istituto di statistica Datafolha lo scorso 31 dicembre, tuttavia, il 61% degli intervistati ritiene che il possesso di armi da fuoco dovrebbe essere vietato perché rappresenta una minaccia per la vita degli altri.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Brexit, “un piano segreto per evacuare la Royal family in caso di disordini per il no deal”

next