Andamento positivo per le ultime aste di titoli di Stato di gennaio. Martedì il Tesoro ha assegnato tutti i 5,25 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni offerti in asta, con tassi in discesa. Il rendimento medio del quinquennale è sceso all’1,49% dall’1,79% del collocamento di dicembre e quello del decennale, che tra ottobre e novembre aveva superato il 3,6%, si è fermato al 2,6% (dal 2,7% del mese scorso). In totale la domanda ha superato i 7 miliardi di euro. Lunedì erano stati collocati 6,5 miliardi di Bot semestrali, con rendimenti in calo ancora più marcato: sono tornati in territorio negativo (-0,025%) per la prima volta dall’aprile 2018, diminuendo di 24 punti base rispetto alla tornata del 27 dicembre (0,215%). La domanda è stata pari a 1,82 volte l’importo offerto, in rialzo rispetto all’1,33 di dicembre. All’asta del 29 agosto il rendimento aveva toccato lo 0,438 per cento.

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato dicendo: “Significa che, sia in Italia che all’estero, si fidano della manovra economica e di questo governo: abbiamo cominciato a guadagnare il terreno perso da altri. L’Italia è un Paese sano”. Secondo gli analisti, il rientro delle tensioni sui titoli del debito pubblico italiano è legato da un lato all’accordo tra governo e Unione europea che a ridosso di Natale ha evitato la procedura d’infrazione, dall’altro all’impegno della Banca centrale europea a mantenere una politica monetaria accomodante alla luce dei rischi al ribasso per le economie dell’Eurozona.

Intanto è calato anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi: mercoledì il differenziale si è ridotto a 241 punti base, rispetto ai 243 registrati in apertura, con un rendimento al 2,61%, il minimo da settembre 2018.

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