Nel testo approvato a ottobre c’è un errore nell’indicazione delle coperture, così il ddl sulla legittima difesa dovrà tornare al Senato. La decisione è arrivata in seguito ai rilievi mossi dalla commissione Bilancio di Montecitorio: nel testo, riporta La Repubblica, tra i fondi indicati per rendere operativo il provvedimento figura la dicitura “98.490 euro per l’anno 2018“, chiaramente errata poiché in un testo che attende di diventare legge nel 2019 non possono essere previsti fondi per l’anno precedente.

La dicitura era giustificata dal fatto che la proposta di legge C. 1309 era stata approvata il 24 ottobre dal Senato e nelle intenzioni della Lega sarebbe dovuta diventare legge al più presto. Poi però nel governo si era deciso di dare la precedenza al cosiddetto “Spazzacorrotti” e la legittima difesa è slittata al nuovo anno. L’errore è stato corretto oggi da un emendamento proposto dai relatori (Turri della Lega e Zanettin di Forza Italia), passato in commissione Giustizia. Si è detto contrario il Partito Democratico, che ha anche votato contro il mandato al relatore. Il testo andrà quindi in Aula a febbraio ma poi dovrà ritornare all’esame di Palazzo Madama.

Difficilmente potrà avverarsi quindi l’annuncio di Matteo Salvini, grande sponsor del provvedimento, di vedere il testo trasformato in legge entro febbraio. “L’obiettivo è che il sacrosanto diritto alla legittima difesa delle persone per bene, dei commercianti, degli imprenditori, degli agricoltori per bene sarà riconosciuto dalla legge italiana entro il mese di febbraio”, aveva detto il ministro dell’Interno durante una diretta Facebook del 18 gennaio.

“Il testo è ampiamente condiviso, è un testo nel quale credo profondamente. Cambierà la difesa, ci sarà la possibilità per chi è aggredito di difendersi”, ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, intervenendo a Radio Anch’io su Radio Uno. “Sulla legittima difesa posso garantire che anche il ministro Bonafede e tutti i nostri parlamentari sanno che è un testo equilibrato. Sarà un deterrente per chi vuole aggredire, chi sarà aggredito con violenza potrà respingere l’aggressore, ma non è una ‘licenza a uccidere’. È un provvedimento al quale noi della Lega teniamo in modo particolare”, ha aggiunto.