Classe 1973, figlio della classe media e una laurea in ingegneria. Fino a tre settimane Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela, era sconosciuto. Il 5 gennaio è stato eletto presidente del’Assemblea Nazionale, il parlamento dominato dall’opposizione che continua a funzionare malgrado il regime chavista di Nicolas Maduro l’abbia spogliato dalle sue funzioni nel 2017.

Guaidó, classe 1983, è riuscito a riportare unità in un’opposizione divisa e a galvanizzare nuovamente la protesta popolare, in un paese sprofondato in una gravissima crisi politica ed economica senza precedenti. Il suo giuramento è stato una sfida diretta a Maduro che il 10 gennaio si è insediato per un secondo mandato, ma viene considerato illegittimo dall’opposizione che non riconosce il risultato delle elezioni.

Nato in una famiglia di otto figli della classe media nello stato venezuelano di Vargas, Guaidó è figlio di un pilota d’aereo e una insegnante. Si è laureato in ingegneria industriale all’università cattolica Andres Bello di Caracas, con una specializzazione alla George Washington University negli Stati Uniti. È deputato di Voluntad Popular, il partito di Leopoldo Lopez, uno dei simboli dell’opposizione, ora agli arresti domiciliari. Sposato, è padre di una bambina.

L’autoproclamazione del presidente ad interim è avvenuta a Caracas, dove il capo dell’assemblea nazionale, davanti a migliaia di sostenitori in piazza da giorni, ha alzato la propria mano destra affermando di “assumere formalmente la responsabilità dell’esecutivo”. Ha affermato di aver preso questa decisione “per ottenere la fine dell’usurpazione, un governo di transizione e libere elezioni”. Dopo il giuramento, ha chiesto di giurare anche ai presenti nella manifestazione di impegnarsi “a ristabilire la Costituzione in Venezuela”. Guaidó ha ricevuto l’appoggio di Stati Uniti e dalla gran parte dei paesi sudamericani.

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