Le elezioni europee (a cui non si candiderà), gli attacchi a Toninelli, i rapporti con la Lega, il Tav, i migranti. Questi i temi toccati da Alessandro Di Battista durante il suo intervento a Che tempo che fa. Ospite da Fabio Fazio, l’esponente del M5s innanzitutto ha ribadito una notizia: “Sembrerà strano: amo la politica ma preferisco farla fuori dalle istituzioni. Non mi candiderò quindi alle Europee. Sto vedendo che si può incidere anche dal di fuori”, ha detto Di Battista – ribadendo quanto già affermato la scorsa settimana ad Accordi e Disaccordi – annunciando che dopo il voto di maggio andrà in India: “Bollywood è una potenza enorme. Si sono comprati l’Ilva. Se l’Europa non si unisce, ci fanno il mazzo”.

L’ex deputato ha quindi elogiato il lavoro del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (“È il miglior ministro che abbiamo, nonostante qualche gaffe“), accusando i suoi detrattori, tra i quali inserisce anche la famiglia Benetton, rea di averlo colpirlo mediaticamente: “Non ho le prove, ma è stato massacrato dai media e secondo me ci sono loro dietro”. A proposito di errori, poi, Di Battista ha parlato del video di Bonafede dopo l’arresto di Cesare Battisti: “Credo che lui stesso abbia pensato di aver sbagliato e lo ha detto”. Parlando di Di Maio, poi, l’esponente M5s ha sottolineato che “con Luigi c’è un rapporto stretto e siamo d’accordo su molte cose. Vedo però che c’è molta invidia nei suoi confronti“.

A proposito di Europa, invece, duro il commento nei confronti del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker: “Il suo mea culpa è tardivo e ridicolo”, ha detto Di Battista a proposito della retromarcia di Juncker, che aveva definito “esagerata” l’austerity imposta alla Grecia. L’Europa, però, non è nemica del M5s: “Se fossimo contrari, non ci presenteremmo alle Europee, come facciamo alla Provinciali“. Non è mancato un passaggio sull’idea del referendum dell’opposizione contro il reddito di cittadinanza: “È il suicidio più grande che può fare un partito di destra, dico destra, come il Pd”.

Per quanto riguarda il rapporto con la Lega e il confronto elettorale con Salvini, invece, l’ex deputato ha espresso concetti chiari: “I sondaggi lasciano il tempo che trovano: io consiglio di guardarli poco” ha detto Di Battista, che alla domanda su cosa possa succedere al governo dopo le europee considerata la crescita della Lega ha sottolineato che “non è scontato che ci sia un ribaltamento delle forze”. Poi l’attacco al Carroccio sulla frode da 49 milioni di euro: “Quei soldi appartengono a tutti noi, anche agli elettori della Lega: quei soldi vanno restituiti perché appartengono alla comunità”.

L’esponente grillino ha poi parlato dei rapporti con la Francia analizzando due temi: i gilet gialli e la questione migranti. “Ci sono molti dei gilet gialli che si battono per giuste cause e io sono con loro. Lo sostengo e sto dalla loro parte” ha detto, sottolineando che “spesso la violenza è quella invisibile ed è altrettanto pericolosa” e spiegando che “se in Italia i gilet gialli non sfasciano le vetrine è merito del M5s”. Più articolato il pensiero sulla questione migranti: “Cosa farei? Salverei le persone e le porterei a Marsiglia: finché non si creerà un incidente diplomatico con la Francia, non si risolverà nulla” è il pensiero di Di Battista, secondo cui “non saranno certo i porti chiusi o il muro di Trump a fermare queste migrazioni”. Per l’esponente M5s, invece, è necessario “valutare” se la presenza delle navi delle Ong nel Mediterraneo “non favorisca l’aumento dei gommoni che partono e i morti in mare”: “I morti in mare a 30-40 km dalle coste libiche sono responsabilità italiana? Si tratta di attuare politiche affinché l’Africa abbia uno sviluppo” ha aggiunto, stracciando in trasmissione una banconota coloniale francese in uso nei Paesi africani. “La Francia ha sempre lasciato l’Italia da sola di fronte a queste responsabilità” ha accusato.

Netta, infine, la posizione sull’alta velocità TorinoLione: “La Tav è la più grossa sciocchezza che possa fare questo Paese:non si possono spendere 20 miliardi di euro quando occorrono infrastrutture che servono ai cittadini al Nord, al Centro e al Sud” ha detto Di Battista, assicurando che “la Tav non si farà mai” e ricordando “qualcuno si sia già steccato qualche tangente. E se non si fa, dovrà restituire qualche tangente a chi l’ha pagata. Oggi la tangente si chiama consulenza“.