Accudiscono l’anziano e il malato di Alzheimer, ricordandogli di prendere le medicine, bere e intrattenendolo con attività quali ginnastica, giochi interattivi, musica. Riescono addirittura a rilevare stati d’animo. Sono i social robot realizzati nell’ambito del progetto «Upa4sar» che vede un team tutto al femminile coordinato da Silvia Rossi, ricercatrice dell’Università Federico II di Napoli e che coinvolge anche esperti Cnr e dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. I robot si adattano al profilo cognitivo della persona monitorandone le abitudini e fornendo adeguati suggerimenti. Fino ad ora la sperimentazione è stata realizzata in laboratorio: anziani, di cui alcuni malati di Alzheimer, hanno avuto modo di interagire con queste macchine in un soggiorno-cucina creato appositamente per loro. Tra pochi mesi saranno, invece, i robot a entrare nelle case delle persone

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