Chi ha detto che per viaggiare servono gli occhi? Del resto, sul nome del cantore del “nostos” per eccellenza, Omero, la possibile etimologia parla chiaro: “ho mè horôn”, “colui che non vede”. Davide Valacchi, 28 anni, una laurea in psicologia, ipovedente dalla nascita e cieco da quando aveva 9 anni, è pronto ad affrontare l’impresa: raccontare e macinare sedicimila km, da Roma a Pechino, su due ruote, quelle di un tandem. “Il primo me lo regalò mio padre quando persi definitivamente la vista, avevo 14 anni. Mi disse che in bicicletta ci sarei potuto andare comunque, bastava che mi trovassi un compagno”. 

E se a pedalare si è in tre, la Cina “può essere ancora vicina”. “Contiamo di partire il primo marzo e raggiungerla in otto mesi” spiega Davide. Con lui, a fare da pilota e affrontare il primo tratto fino a Teheran, ci sarà Michele, 37 anni, professione cuoco, a cui, come in una staffetta, succederà fino a destinazione Samuele, 25 anni, maestro di kick boxing. Nel mezzo, tredici paesi da attraversare, tra capitali, lande e montagne, “anche se nella scelta del tragitto abbiamo cercato di evitare le catene montuose più impervie per non complicarci la vita, privilegiando la varietà dei paesaggi”, continua Davide. “Da Roma risaliremo lo stivale attraverso la Salaria, l’Adriatica e la via Aemilia, fino ad arrivare a Lubiana, in Slovenia”. Poi giù per i Balcani, la Turchia, l’Iran, verso Uzbekistan, Targikistan, fino al Dragone. “Per pernottare ci affideremo a piattaforme social come couch surfing o “warmshower”, la community che offre letto e doccia calda ai ciclisti. Avremo una tenda per ogni evenienza, insieme a un fornellino da campo, un cambio, e qualche pezzo di ricambio per la bici e un navigatore gps. Lo stretto indispensabile”.  

Curva dopo curva, tutte le tappe di questa sfida intercontinentale sui pedali (che ha il patrocinio dell’Unione ciechi e della Fispic, Federazione sport per ipovedenti) diventeranno un diario di viaggio sulla pagina Facebook del progetto “I To Eye“e sul canale Instagram. Per riuscire ad arrivare alla meta, i tre ciclisti chiedono un piccolo sostegno economico attraverso la piattaforma di crowdfunfing eppela. I soldi serviranno a far fronte a spese impreviste come manutenzione del tandem, visti di ingresso, spese mediche, o un letto caldo nelle giornate più piovose.        

A puntellare le lunghe giornate sulle due ruote, donate dall’associazione Tandem volante sarà una serie di incontri, al momento in via di definizione, con federazioni che in ogni paese gravitano attorno al mondo dei non vedenti. “Vogliamo raccontare la nostra avventura, mostrare come un tandem può cambiare la vita di un non vedente ma soprattutto capire come viene vissuta altrove la disabilità visiva – continua Davide – Per me ha sempre rappresentato una sfida e una possibilità, quella di riuscire a fare le stesse cose degli altri, ma in modo alternativo. La disabilità non è un problema maggiore di altri, è insuperabile solo se lo rendi tale. Basta solo un po’ di intraprendenza”. Per questo al termine del viaggio il tandem sarà consegnato a un’associazione di non vedenti cinesi, un passaggio del testimone. Chissà che non sia l’inizio di una nuova avventura