Via libera da parte della commissione Affari costituzionali della Camera al quorum nel referendum propositivo e in quello abrogativo. L’emendamento è dell’esponente del Pd, Stefano Ceccanti, e prevede che la consultazione risulterà valida se i saranno superiori al 25%: un quarto degli aventi diritto, cioè 12,5 milioni.

Dopo che la Lega ha ritirato l’emendamento che stabiliva il quorum al 33%, ieri la relatrice del M5s, Fabiana Dadone, aveva dato parere positivo alla proposta Pd di fissarlo al 25%, mentre non è previsto il quorum strutturale: non è prevista, quindi, una soglia minima di persone che vanno al voto. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha difeso la scelta: “L’assenza del quorum strutturale è garanzia di una maggior partecipazion eperché le forze politiche non possono ricorrere a pratiche astensionistiche, dovendo mobilitarsi per sostenere le rispettive ragioni. Tuttavia è importante favorire l’accordo più ampio possibile sulle riforme e, per questa ragione, è stata introdotta la soglia del 25% per il quorum approvativo, cioè il numero dei voti validi per l’approvazione delle proposte”.

Approvato anche un emendamento del M5s Francesco Forciniti: prevede che le leggi di iniziativa popolare da sottoporre poi a referendum propositivo potranno riguardare anche “i vincoli europei e internazionali“. Il testo del ddl stabiliva che “il referendum non è ammissibile se la proposta non rispetta i principi e i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione nonché i vincoli europei e internazionali”. L’emendamento di Forciniti sostituisce l’ultimo sintagma “i vincoli europei e internazionali” con “dal diritto europeo e internazionale”.

Ad una richiesta di chiarimento da parte dello stesso Ceccanti, Forciniti ha spiegato che il senso del suo emendamento “sia quello di attribuire una portata più ampia alla potestà legislativa popolare, in modo da evitare che essa sia gravata da limiti che non sono invece previsti per la potestà legislativa esercitata dal Parlamento. Al Parlamento è consentito di legiferare in modo difforme rispetto ai vincoli europei, assumendosene la responsabilità e andando incontro alle relative conseguenze, e ritiene che ciò debba valere anche per la potestà legislativa popolare”. L’emendamento è stato approvato con i voti della maggioranza che invece ha bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni per limitare le materie oggetto di referendum propositivo. In particolare gli emendamenti di Roberto Speranza di LeU e di Andrea Giorgis (Pd) proponevano di escludere il referendum propositivo sulle “leggi sulle quali non è ammesso il referendum abrogativo di cui all’articolo 75 della Costituzione”.

 

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