Indossano gilet (arancioni), ma la loro è una manifestazione pacifista, molto diversa da quella che si sta consumando in Francia. Sono più di 3mila gli agricoltori e gli olivicoltori pugliesi che hanno invocato interventi seri e concreti da parte del governo e della regione per il rilancio del settore. Si sono ritrovati questa mattina a Bari nel piazzale dello stadio San Nicola con 150 trattori per sfilare nel centro del capoluogo fino a piazza Libertà, dinanzi alla Prefettura e poi sul lungomare dove ha sede la Regione Puglia. Lo stallo produttivo dopo le gelate di febbraio di 2018 e la xylella che – dal basso Salento – ha raggiunto ormai le campagne baresi, unito all’attesa dell’attuazione del piano di sviluppo rurale, sono le ragioni della protesta. Accanto ai gilet arancioni, si sono schierati l’Agci, l’Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol, Liberi agricoltori, ma anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Sostegno al movimento è arrivato dall’Anci, dall’ordine degli agronomi e dal collegio regionale dei periti agrari. Non solo. Dalla parte dei gilet arancioni si sono schierati anche Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese. I deputati pentastellati hanno partecipato alla manifestazione insieme ai colleghi leghisti Sasso e Marti e, soprattutto, hanno chiesto scusa agli agricoltori: “Ci abbiamo provato in tutti i modi ad introdurre la deroga per le gelate ma è stata stralciata dalla legge di bilancio. Chiediamo scusa per non esserci riusciti”. “Lo stesso emendamento che è stato stralciato dalla finanziaria per la deroga sullo stato di calamità relativo alle gelate del febbraio 2018 – hanno detto Sasso e Marti – lo hanno ripresentato perché sia inserito nel decreto semplificazione“. Il provvedimento porta la firma di Marti e “il testo – spiega il senatore della Lega – sarà discusso e approvato dal Senato entro la prossima settimana“.

LE RICHIESTE – La gelata di marzo 2018 ha danneggiato non meno di 90mila ettari nelle province di BariBat e Foggia. Una situazione definita disastrosa dagli addetti ai lavori e che rischia di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo. I gilet arancioni chiedono quindi il riconoscimento dello stato di calamità oltre a 100 milioni di euro per compensare la produzione lorda vendibile persa, una nuova norma che tuteli i lavoratori nei territori colpiti da calamità ufficialmente riconosciute. E ancora, la defiscalizzazione dei tributi e degli oneri previdenziali per i frantoi, le cooperative agricole di trasformazione e i frantoi aziendali e il blocco delle rate di mutuo, l’apertura di un tavolo tecnico dedicato ai frantoi per individuare misure idonee contro la crisi. Risposte immediate alla Regione Puglia sono state chieste anche sui danni arrecati dalla siccità nell’anno appena trascorso.

LA XYLELLA – La sfilata dei trattori a Bari non ha dimenticato la questione Xylella, che ormai minaccia le campagne baresi e della provincia. Ad accompagnare la protesta pacifica, c’è l’amarezza di non essere stati ascoltati quando si chiedeva di attivare, a livello comunitario, un Piano Olivo Puglia con risorse importanti e dedicate esclusivamente alla eliminazione del batterio. I gilet arancioni ora vogliono innanzitutto una norma che permetta l’eradicazione delle piante irrimediabilmente attaccate dal batterio. In secondo luogo, ripristinare il ruolo delle Organizzazioni di Produttori Olivicoli (OP) per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione delle filiere agricole. A loro – secondo gli agricoltori pugliesi – andrebbe affidata la gestione di tutte le fasi relative alla xylella: dal monitoraggio, alla formazione, all’informazione ed all’assistenza tecnica.

“Qui ci sono oltre tremila persone, uomini e donne della terra, che si sono uniti spogliandosi di qualsiasi identità e sposando solo la causa della terra” ha dichiarato il portavoce dei Gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli. “Noi ringraziamo il ministro Centinaio per averci invitato domani a Roma, ma non parteciperemo all’incontro perché non intendiamo prestare il fianco a chi organizza, guarda caso proprio domani, un’altra sceneggiata dopo quella del 31 dicembre sotto la Regione Puglia, stavolta proprio sotto il Ministero luogo dell’incontro, per prendersi meriti che proprio non ci sono e per issare ancora una volta la bandiera dell’arroganza alla faccia dei problemi veri degli agricoltori e degli Olivicoltori pugliesi. Per tutti noi vengono prima, e sopra ogni cosa, i problemi degli agricoltori, poi le bandiere e le sigle” ha concluso Spagnoletti Zeuli.