Schiaffi, calci, minacce, schede di memoria e documenti sequestrati: due giornalisti de l’Espresso che stavano seguendo la commemorazione dei morti di Acca Larentia sono stati aggrediti da alcuni esponenti neofascisti di Avanguardia Nazionale, Forza Nuova e Fiamme Nere che si erano radunati al Verano per ricordati i militanti del Fronte della gioventù uccisi il 7 gennaio 1978.

Il settimanale ricostruisce quanto accaduto nel pomeriggio al cimitero monumentale di Roma raccontando della presenza tra gli assalitori di uno dei capi romani di Forza Nuova, Giuliano Castellino, sottoposto al regime di sorveglianza speciale ma presente sul posto nonostante il divieto imposto. Il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti, scrive l’Espresso, erano sul posto per documentare il raduno dei nostalgici del Duce, compresi gli esponenti di Avanguardia Nazionale, disciolto movimento degli anni Settanta recentemente ricostituito da diversi esponenti dell’epoca.

“I neofascisti si sono ritrovati al cimitero romano perché qui c’è il mausoleo in memoria dei loro caduti. Alle 14.30 si erano riuniti membri del movimento neofascista Avanguardia Nazionale insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere”, scrive il settimanale. “L’Espresso con estrema discrezione e rispetto per il luogo – il cimitero scelto dai neofascisti per la commemorazione – era sul posto per documentare una notizia: la manifestazione organizzata da un movimento, Avanguardia nazionale, già sciolto negli anni ’70 perché eversivo. Ma in Italia le cose funzionano così, la memoria è corta e anche Avanguardia può avere una seconda vita, e con arroganza ritagliarsi spazio nella galassia dell’estrema destra”, aggiunge.

Quindi la ricostruzione dell’aggressione, avvenuta dopo il “presente” degli esponenti di estrema destra. Alcuni, scrive l’Espresso, si sono avvicinati al fotografo e “con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica“. Dopo averla ottenuta, “gli hanno chiesto il documento per identificarlo”. Il tutto, sottolinea l’Espresso, “senza che le forze dell’ordine intervenissero”.

Altri esponenti neofascisti, al grido “L’Espresso è peggio delle guardie”, hanno quindi accerchiato Marconi. “Tra questi il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale”, ricostruisce il settimanale. “Castellino si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi”, denuncia il settimanale.

Sempre il capo di Forza Nuova, assieme a un vecchio militante di Avanguardia Nazionale, ha preso al giornalista il cellulare e il portafoglio per identificarlo: “Dal telefono hanno cancellato foto e video della giornata. Effetti personali che non gli hanno restituito fino a quando non è intervenuta la Digos che seguiva a distanza l’aggressione”. La redazione dell’Espresso sottolinea che “non si lascerà certo intimidire da queste azioni fasciste, vili e vergognose” e “ora come giornalisti e come cittadini ci aspettiamo una dura reazione del Viminale“.

video di Alberto Sofia

Di “inaccettabile violenza” parla la sindaca di Roma, Virginia Raggi, affermando che “Roma condanna ogni forma di violenza e di neofascismo”. Condanna anche da parte del presidente della Camera: “Condanno con forza l’aggressione fascista ai giornalisti dell’Espresso. Un gesto grave da non sottovalutare. Solidarietà ai due cronisti”, scrive Roberto Fico su Twitter. Una “ferma condanna” viene espressa anche dal segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre, chiedendo al prefetto di Roma di “non tollerare ancora” e a Matteo Salvini di “spiegare in Senato quanto accaduto”. Il ministro dell’Interno ha risposto che il “posto giusto per chi aggredisce è la galera”. E sulla presenza di Castellino ha puntualizzato: “Chiederemo perché era in libertà, inoltre in questi giorni saranno finalmente disponibili mille braccialetti elettronici che stavamo aspettando da tempo immemore per sorvegliare persone che non devono andare in giro”.

In una nota il comitato provinciale dell’Anpi di Roma ”condanna con sdegno l’aggressione subita dal giornalista Federico Marconi e dal fotografo Paolo Marchetti, entrambi de L’Espresso, a cui siamo vicini e solidali. I fascisti vecchi e nuovi sono fuorilegge, ma gli si permette di agire impuniti”. Oltre “ai responsabili materiali dell’aggressione – prosegue l’Anpi Roma – ci sono responsabilità diffuse che non sono tollerabili. Chiediamo l’applicazione rigorosa delle leggi e della Costituzione: siano sciolte le organizzazioni fasciste e i responsabili di aggressioni e pestaggi siano messi in condizione di non poter più nuocere alla società”, conclude.