Reddito di cittadinanza anche per gli immigrati? “Smentisco. La legge, come abbiamo sempre detto, riguarda coloro che sono cittadini italiani”. In attesa del varo del decreto attuativo con tutti i dettagli sulla misura prevista dalla legge di Bilancio, il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio in visita ad Alleghe ha contraddetto quello che emerge dalle bozze in circolazione in questi giorni, in base alle quali riceveranno il sussidio anche gli stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo. Poi in serata ha chiarito: “L’obiettivo è darlo agli italiani e ai lungo soggiornanti che abbiano dato un grande contributo al nostro Paese. Non stiamo dunque parlando dei 5 anni che ci sono nella bozza del Decreto, che va cambiato. L’obiettivo è darlo agli italiani”. Quindi, è la conclusione: “La ‘lungo soggiornanza’ di 5 anni per i cittadini stranieri sarà cambiata”. Rimane il problema che escludere gli stranieri possa rendere la legge incostituzionale. Da qui le diverse interpretazioni anche all’interno della maggioranza.

Una delle tabelle inserite nelle bozze dettaglia il numero dei beneficiari calcolando che i nuclei di soli stranieri che avrebbero diritto al reddito sono 259mila, ma 62mila (il 24%) saranno esclusi perché “non lungo soggiornanti“: rimarrebbero dunque 197mila le famiglie di stranieri “eleggibili”, per un costo di 1,2 miliardi sui 12 mesi (ma quest’anno il sussidio sarà erogato solo per nove mesi). Anche nel Documento programmatico di bilancio approvato lo scorso ottobre si legge che il reddito andrà ai “maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati”.

Quanto ai tempi per l’entrata in vigore, stando alle bozze il reddito arriverà a partire da aprile. Il ministro ha detto però che “la pensione minima a 780 euro come quelle di invalidità partiranno tra febbraio e marzo”.

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