Il ministero dei Trasporti giudica ormai “certa” la sterilizzazione degli aumenti delle tariffe su gran parte della rete autostradale. Lo si apprende da fonti del dicastero guidato da Danilo Toninelli in vista del 1° gennaio, giorno in cui solitamente si registra il consueto balzello dei pedaggi. C’è “aria di ottimismo”, fanno sapere dal Mit.

In particolare, il blocco riguarderà Autostrade per l’Italia e Strada dei Parchi, concessionaria per la A24-A25, aggiungono le stesse fonti. Entrambe le società sono sotto i riflettori del governo dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e i problemi di diversi viadotti in Abruzzo. Per alcune concessionarie si arriverà invece a ritocchi minimi e i gestori hanno comunque assicurato che sarà d’ora in poi valutato in modo più puntuale (sul singolo anno anziché ogni cinque anni) il rapporto tra tariffe, andamento dei prezzi e investimenti.

Negli scorsi giorni era emerso il testo del ricorso di Autostrade per l’esclusione dai lavori di demolizione e ricostruzione: “Usati come un bancomat”, ha messo nero su bianco la società nel testo presentato al Tar della Liguria. Mentre Strada dei Parchi, a ottobre, era stata invitata dai tecnici del ministero a limitare il traffico su quasi 90 viadotti delle tratte A24 e A25, per le condizioni in cui versano, e si era adeguata alla richiesta dell’Ufficio ispettivo territoriale.

Tuttavia su Strada dei Parchi il congelamento degli aumenti potrebbe rivelarsi più problematico per un intoppo con l’Anas. In una missiva la società si appella al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture affinché eviti che Anas faccia ricadere sugli utenti dell’A24-A25 il costo di ulteriori 73 milioni di euro relativi agli interessi sulle due rate del canone di concessione, che devono essere sospese per consentire la sterilizzazione delle tariffe ed evitare il rincaro.

Nella lettera l’ad di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, spiega che era stato “raggiunto un accordo” con Anas per il differimento al 2028 del versamento delle rate 2018 e 2019 ma “la stessa ha aggiunto la pretesa di applicare sul valore delle rate posticipate, pari a 112.000.000 di euro, un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale, come peraltro dal Mit indicato”. Cosa “inaccettabile” e “frutto di un calcolo speculativo commendevole” per la concessionaria che invita dunque il ministro ad intervenire al più presto.

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