Dopo i guai combinati al Csm, si continua con la Rai. In estate i nomi indicati dal M5s per il Consiglio Superiore della Magistratura erano quasi tutti di area Pd. C’era persino chi aveva sostenuto pubblicamente il “Basta un Sì” al referendum costituzionale del 2016. Poi si sono lamentati che il vicepresidente del Csm sia stato eletto dal Pd

Ora lo stesso errore il governo lo ha commesso con la Rai. A parte Marcello Foa e Giampaolo Rossi, rispettivamente Presidente e membro del consiglio di amministrazione, che in effetti sono due persone di rottura rispetto al passato, ai Tg la situazione non è cambiata. Al Tg1 solo Grazia Graziadei (in quota Lega) e Angelo Polimeno (in quota FdI) sono in linea con il governo del cambiamento, mentre gli altri sono tutti di area Pd. Tra quelli in quota 5stelle Bruno Luverà, Giuseppe Carboni e Simona Sala non sono di certo simpatizzanti dell’alleanza di governo. Per non parlare di Costanza Crescimbeni e Filippo Gaudenzi: il Tg1 resta sostanzialmente in mano al Pd.

Al Tg2 la situazione è invece diversa perché di sinistra ci sono solo Andrea Covotta e Carlo Pilieci. Gli altri, a parte Enzo Calise (in quota M5s), sono di area più o meno vicino alla Lega: Gennaro Sangiuliano e Francesco Primozich sono simpatizzanti delle battaglie “sovraniste”, mentre Francesca Nocerino è più in generale in quota centrodestra. Il Tg3 invece resta quella di sempre. A parte Maurizio Losa (in quota Lega), gli altri sono tutti di sinistra: Giuseppina Paterniti (area 5stelle, ma proveniente da simpatie Pd), Giorgio Saba, Pierluca Terzulli, Riccardo Chartroux e Maurizio Ambrogi provengono tutti dalla medesima area.

Insomma, delle tre caravelle Rai il governo ha lasciato di fatto la Santa Maria e la Nina al Pd, tenendo solo la Pinta, quella meno seguita. È vero che la nave ammiraglia è piena di comandanti a 5stelle, ma è tutto personale riconducibile come area al Pd. Dopo il Csm, il governo ha lasciato al vecchio establishment pure due organi di informazione importanti come il Tg1 e il Tg3.

(Con la collaborazione di Giuseppe Palma)

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