Un bambino che vuole diventare bambina. Una bambina che fin da piccola si sente intrappolata in un corpo maschile. Arriva anche in Italia la mini serie Butterfly che ha per protagonisti Max, un bambino 11enne in piena “transizione di genere” per diventare una bambina e la sua famiglia. La serie si compone di tre puntate di 55 minuti che andranno in onda a partire da lunedì sera alle 21 su FoxLife (al canale 114 della piattaforma Sky). La prima parte, però, è già stata proiettata in anteprima a Milano il 13 ottobre scorso nel corso di Fest – Il Festival delle Serie Tv. Creata e firmata dal premio Bafta Tony Marchant, la mini serie segue passo passo una coppia di genitori separati, Vicky, il premio Emmy Anna Friel (Limitless e Goal!) e Stephen, interpretato da Emmett J. Scanlan (Hollyoaks, The Fall), alle prese con la richiesta del figlio Max (Callum Booth-Ford) di diventare Maxine.

Butterfly, che ha fatto il boom di spettatori in Inghilterra, racconta con delicatezza la storia di un bambino in lotta con sé stesso e con la propria natura. Le tensioni tra i genitori crescono anche perché entrambi vogliono proteggere Maxine, ma hanno idee completamente diverse su come farlo. Stephen, il padre, continua ad aggrapparsi all’idea che il figlio stia attraversando una fase di confusione passeggera, mentre per Vicky è importante solo che Maxine stia bene fisicamente e mentalmente al di là di tutti i problemi. In Gran Bretagna il primo episodio è andato in onda il 14 ottobre ed è stato visto da più di 2 milioni di spettatori. Non sono mancate naturalmente le insidie nel trasformare una questione così delicata in intrattenimento in prima serata. Se il telespettattore si può commuovere per gli atti di bullismo e l’isolamento che Max subisce ogni giorno a scuola e trai suoi coetanei, d’altra parte, non viene lasciato molto spazio per opinioni diverse sul tema. Butterfly, inoltre, mostra i tentativi di autolesionismo di Max e i trattamenti ormonali controversi offerti ai bambini che vogliono cambiare sesso.

Prima della messa in onda ci sono state molte critiche sul web e sui social network, mentre pieno appoggio è arrivato dalle associazioni di transgender. Per i produttori della serie, Butterfly dovrebbe aiutare a migliorare la comprensione di questa condizione. A fare da consulente per le riprese è stata l’associazione ‘Mermaids’ che appoggia il cambio di sesso anche nei più piccoli. La presidente Susie Green ha detto alla Bbc di essere felice per il risultato finale, definendo la miniserie fondamentale per la comprensione dei transgender. Il padre di Butterfly, Tony Marchant, intervistato dal Telegraph ha detto che “i transessuali hanno bisogno di una rappresentazione televisiva“.

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