Il cognome di Kissima, ex-calciatore maliano di 23 anni, è Dante. Niente a che vedere con il poeta, di cui ha scoperto l’esistenza tre anni fa, appena arrivato in Italia. È originario della capitale del Mali Bamako e ha lasciato il paese nel 2012, dopo il colpo di stato. Oggi vive a Firenze e lavora come addetto alla sicurezza di un negozio del centro. Nel 2016 ha fondato la Ong Asahi con l’obiettivo di non far perdere la speranza ai migranti e aiutarli a districarsi davanti alle difficoltà della burocrazia italiana. Ogni mattina, Dante accompagna uno o più migranti a cercare lavoro, in questura o dal medico, ormai da due anni. “Vedo tanti ragazzi e ragazze abbandonati a se stessi nei giardini, per le strade. Voglio aiutarli, per fare un lavoro d’integrazione”, spiega Kissima Dante. Adesso sta portando avanti le proteste contro l’ordinanza del comune di Firenze che obbliga i migranti a rispettare il coprifuoco dalle 20 alle 8 di mattina nei centri di accoglienza (restringendo libertà e possibilità lavorative). Inoltre è uno dei referenti fiorentini per la manifestazione del 15 dicembre, per i diritti dei migranti

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