“A questo punto in Francia, se non sbaglio, la sceneggiatura dovrebbe prevedere un attentato“.

Questo il tweet che è apparso il 10 dicembre alle 14.16 ora italiana sull’account ‘La durezza del vivere’, il canale Twitter di un blog, seguito da più di 6mila persone, che si occupa di economia, energia, Europa e politica. Si autodefinisce nella bio un ‘Sovranista psichico’ con tanto di bandierina della Grecia.
Dopo oltre 1.400 retweet però l’utente ha deciso di cancellarlo. Perché? Il contenuto iniziava ad essere virale, e lo potrete ancora ritrovare, screenshottato, su innumerevoli account sui social.

“Troppo clamore”, mi dice lui, “qualcuno fraintende e ci attacca discorsi orribili”.

L’attentato è avvenuto ieri, 11 dicembre 2018, e segue le violente proteste dei gilet gialli verificatesi nei giorni scorsi a cui ha risposto il presidente Emmanuel Macron. Nel tweet si evoca la teoria della strategia della tensione, ovvero di quegli attentati che in realtà sono auto-attentati con lo scopo di rafforzare il potere costituito, di rinsaldare lo spirito di un popolo ‘unito contro il nemico comune’. Dopo ogni attentato ci sarà sempre qualcuno, sia in rete che fuori, che ipotizza strategie e complotti di ogni tipo. C’è una vasta letteratura a riguardo: molti editorialisti occidentali ad esempio hanno evocato questa teoria per le stragi accadute nella Russia di Putin, la stessa strategia viene citata persino per l’11 settembre. Sugli attentati avvenuti in Italia negli anni 70, nonostante le prove siano sempre state frammentarie, dai processi è emersa la regia dei servizi segreti (per esempio per la strage di piazza Fontana, avvenuta 49 anni fa, di cui oggi 12 dicembre ricorre l’anniversario).

Ho chiesto all’autore del tweet cosa l’ha spinto a cancellarlo. E “La durezza del vivere” mi ha risposto così:

“Ho fatto solo un ragionamento sulla storia e sul fatto che in passato i fatti gravi sono stati usati per chiamare a raccolta, per fare un appello all’unità. Il senso era che qualunque incidente sarebbe stato usato mediaticamente per ricucire le divisioni, che come sappiamo in questo periodo in Francia sono molto nette”.

Profezia o meno, per i francesi è solo l’ennesima brutta notizia di questo finale del 2018.

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