Al fianco di Giovanni Malagò ora provano a schierarsi anche gli atleti azzurri, per cercare di fermare la riforma dello sport inserita dal governo Conte nella bozza della manovra. Il numero uno del Coni, dopo giorni di mediazione e resistenza sotto traccia, era uscito allo scoperto nel suo discorso al Consiglio nazionale del 15 novembre, parlando di “occupazione del Comitato olimpico da parte del governo”. L’attacco dei “suoi” sportivi è partito invece da un post su Instagram di Daniele Lupo, argento olimpico di beach volley: “Siamo con il Coni”. A cui ha risposto Federica Pellegrini: “Lasciamo lo sport allo sport”. Mentre da San Siro, in tribuna per seguire l’Italia di calcio impegnata con il Portogallo, Matteo Salvini ha replicato: “Malagò è molto nervoso. Lì girano tanti soldi“.

La bozza di riforma che ha fatto esplodere la guerra tra Coni e governo porta la firma del sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Prevede la nascita di una nuova partecipata, la Sport e Salutein cui far confluire i soldi per le federazioni e quelli della ricca Coni Servizi, e i cui vertici saranno nominati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il Comitato olimpico si sente svuotato, di denaro e poltrone, e l’idea fa impazzire Malagò: negli ultimi cinque anni è diventato il grande signore dello sport italiano, ma senza i soldi pubblici da distribuire alle Federazioni e ai grandi eventi la sua carica vale poco o nulla.

Così in suo soccorso arrivano i grandi volti dello sport. C’è Daniele Lupo, vincitore della medaglia d’argento a Rio 2016 nel beach volley, in coppia con Paolo Nicolai, e poi scelto da Malagò come portabandiera nella cerimonia di chiusura dei Giochi. “Le Olimpiadi 2020 si avvicinano – si legge nel suo post su Instagram – le qualifiche per strappare un pass a Tokyo sono ad un passo e anziché avere il supporto ed essere tutti uniti come in una battaglia l’unica notizia che si legge è della politica italiana che vorrebbe iniziare a gestire il nostro mondo…”. “Assurdo!! No grazie, W l’Italia, W lo sport, siamo con il Coni”, scrive Lupo.

E il primo commento al suo post è quello della campionessa di nuoto, Federica Pellegrini, legata da un’amicizia personale di lungo corso con Malagò, tanto che ai mondiali di Budapest 2017 il presidente del Coni pretese di premiare in prima persona l’azzurra vincitrice dei 200 stile libero, mettendolo la medaglia d’oro al collo. Anche lei portabandiera a Rio 2016, ma nella cerimonia di apertura, ha scritto: “Assolutamente d’accordo con Daniele Lupo, lasciamo lo sport allo sport”.

Parole che però non hanno smosso di una virgola il vicepremier Salvini, intercettato da RaiSport prima di entrare a San Siro per Italia-Portogallo (terminata 0-0): “Malagò è molto nervoso”, ha detto il ministro, sottolineando che nello sport “girano tanti soldi”. “Ci sono presidentissimi con segretarie, megauffici, autisti. Se qualcuno pensava di essere presidente a vita sbagliava. Servono non uno, ma tre passi indietro. Lo sport è fatto anche di milioni di atleti, arbitri e dirigenti che non guadagnano cinque milioni“, ha concluso Salvini.

La polemica si è rianimata proprio nel giorno in cui Malagò aveva cercato di spegnerla, in vista dei prossimi incontri con i sottosegretari Giorgetti e Valente per proseguire la trattativa: “Da parte nostra c’è la volontà di incontrarci e capire se si può ragionare su presupposti di chiarezza senza essere prevaricati”, ha detto il numero uno dello sport al suo arrivo al trofeo Marta Russo. “Cosa aspettarsi? Non va chiesto a me ma all’altra parte – ha risposto Malagò -. È un fatto di natura politica ed è sempre visto in maniera delicata dal mondo dello sport. Io parto venerdì notte per Tokyo insieme ai governatori Zaia e Fontana, andiamo a mettere la faccia sulla candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026“. “Questa è un’altra storia curiosa tra quelle successe e fa capire anche il timing”, ha concluso.

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