Se la notte dormite male per colpa di rumori dentro o fuori casa, potreste provare gli auricolari Bose Sleepbuds. Sono fatti apposta per il riposo e sono confortevoli anche con la testa appoggiata sul cuscino. Riuscirete a fare sonni profondi, se il prezzo di 270 euro per voi non è troppo alto. I comuni tappi per le orecchie ovviamente costano meno, ma non c’è paragone.

I Bose Sleepbuds sposano una tecnologia di isolamento del rumore e suoni di sottofondo che conciliano il sonno. Non riproducono musica in streaming, solo melodie rilassanti continue e regolari, come la pioggia, il crepitio del fuoco nel camino o il fruscio delle foglie. L’efficace tecnologia di isolamento del rumore fa il resto. Ovviamente questa soluzione non ha nulla a che vedere con il sistema di cancellazione attiva del rumore usato nelle cuffie audio Bose per audiofili. Si tratta di una novità chiamata “mascheramento del rumore”, che nasconde i rumori di fondo. In buona sostanza, se il vostro compagno russa, il gatto miagola o i vicini fanno rumori molesti, vi basterà indossare questi auricolari per percepire tutti spiacevoli suoni in maniera molto attutita, o non sentirli del tutto.

Il trucco sta anche nelle frequenze impiegate dal sottofondo: sono una decina quelli preinstallati, se ne volete altri potete scaricarli con l’app. Tutti sono studiati sfruttando il modo in cui i suoni si combinano all’interno delle orecchie. Se il suono di mascheramento ha frequenze complementari a quello dei rumori indesiderati, il cervello non li percepisce.

L’app è al centro di tutto. Si chiama Bose Sleep ed è disponibile sia per Android sia per iOS. Serve per scaricare gli aggiornamenti, per scegliere i suoni di sottofondo e per impostare la sveglia. Non spaventatevi se il download richiederà diverse ore: è un processo molto lento, perché le cuffie non comunicano costantemente con lo smartphone o altri dispostivi. I suoni sono memorizzati in locale così da evitare una connessione Bluetooth continua con lo smartphone.

Per ricaricare gli auricolari basta riporli nella custodia con cui sono venduti. È realizzata in alluminio ed è compatta e bella da vedere, sul comodino starà benissimo. Un’operazione da fare solo la prima volta che userete gli Sleepbuds è scegliere con molta attenzione i gommini più adatti. Il produttore li ha progettati tenendo conto delle scansioni in 3D della geometria delle orecchie. Gli inserti sono forniti in tre misure (S/M/L) e sono battezzati “StayHear+ Sleep”. Sono molto piccoli, per questo alloggiano perfettamente nelle orecchie senza sporgere. Una volta indossati, il gommino in silicone va a chiudere il canale auricolare attenuando i rumori. Non importa se dormite proni, supini o su un fianco: gli auricolari rimarranno al loro posto.

Se gli Sleepbuds funzionano così bene, come si fa a sentire la sveglia? Semplice, è integrata. Si imposta dall’app e, dopo averla provata, possiamo garantirvi che vi sveglierete al primo colpo. Non perché vi “trapana” le orecchie, ma perché da una parte interrompe bruscamente il suono di sottofondo che vi ha cullato tutta la notte. Dall’altra ha un suono completamente diverso e un volume leggermente più alto, quanto basta per sottrarvi dalle braccia di Morfeo.

Per quella che è stata la nostra esperienza dopo un mese di utilizzo notturno, possiamo dirvi che una volta indossati gli Sleepbuds non sentirete praticamente nulla. Questo è positivo in molte circostanze, ma se avete un figlio piccolo forse non sono la soluzione ideale. Nel nostro caso non abbiamo sofferto di alcun “effetto collaterale”, ma siamo consapevoli che a qualcuno l’effetto “sottovuoto” potrebbe dare fastidio. Per capire di cosa parliamo, tappatevi le orecchie e sfregate la testa sul cuscino: percepirete un rumore molto ampliato del movimento. L’ultima nota è d’obbligo: gli auricolari (né questi, né altri) non sono di alcun aiuto a chi soffre d’insonnia o di altri disturbi patologici del sonno.

Il vero rovescio della medaglia di questo prodotto però è il prezzo di 270 euro, che è da incubo, altro che sonno rilassato. Se fosse dimezzato sarebbe comunque salato, ma ci si potrebbe fare un pensiero. La cifra attuale rischia di restringere a pochi eletti i possibili beneficiari di quest’ottima idea. Peccato, perché del micio che miagola di notte non se ne può davvero più!