Un tratto dell’acquedotto del Triglio, sulla strada provinciale Taranto-Statte, è crollato probabilmente a causa del maltempo. A cedere è stata una delle parti emerse della struttura, risalente al 123 a.C. e che attraverso tre comuni. L’acquedotto è lungo circa 8 chilometri, tra gallerie sotterranee e archi a tutto sesto, ed era in parte stato restauro una decina di anni fa. Il crollo ha interessato la parte centrale, in corrispondenza dello stabilimento Ilva. La strada è transitabile su una corsia, ma la circolazione ha subito forti rallentamenti.

L’acquedotto del Triglio, che ha servito Taranto fino alla Seconda Guerra Mondiale trasportando l’acqua che sgorga dal monte Crispiano, è una delle più imponenti opere di ingegneria idraulica presente nel territorio ionico e si sviluppa parte in sotterraneo e parte in elevato, con una serie di archi canale che un tempo trasportavano acqua alla città di Taranto. Da valutazioni archeologiche e storiche, si ritiene che il primo tratto, che va dalle sorgenti fino a Statte, sia stato costruito per uso privato delle ville suburbane, nell’anno 123 a.C., al tempo dei Gracchi.

“Fare presto, l’opera è in pericolo”, dice il sindaco di Statte Franco Andrioli. “Tra il 2007 e il 2008 – ricorda il primo cittadino – circa 500mila euro vennero spesi per il recupero di una parte dell’acquedotto ipogeo”. All’epoca, aggiunge, “intercettammo delle risorse regionali e riuscimmo a ripulire un lungo tratto dei cunicoli costruiti in periodo romano”. Anche grazie al lavoro di associazioni come il Gruppo Speleo Statte, chiarisce Andrioli, “siamo riusciti a rendere realtà attrattiva di rilievo adatta ad esplorazioni e visite guidate”.

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