Trieste è una città divisa nel momento in cui sta per arrivare il presidente della Repubblica Sergio Mattarela, che chiuderà, il 4 novembre, le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra. Da settimane CasaPound ha annunciato con grande enfasi il corteo che il giorno prima, sabato 3 novembre, al pomeriggio, farà del capoluogo giuliano il luogo di una specie di chiamata generale per i movimenti che si ispirano al fascismo. Puntuale, in una città dalle grandi tradizioni democratiche, la risposta degli antifascisti, con una manifestazione di segno opposto. La tensione è altissima.

“Da due mesi assistiamo ad un martellamento continuo contro il nostro corteo. Il sindaco di Trieste, 11 comunità religiose, Anpi, Cgil, comunità slovena, centri sociali, estrema sinistra e adesso anche cinque scuole. Tutti contrari al nostro corteo. Così si alimenta un clima di contrapposizione che noi non abbiamo mai voluto né cercato. Volevamo ricordare la Vittoria ed i caduti per la Patria”. Nel sito Facebook di CasaPound si respira il classico clima dell’accerchiamento. L’antifascismo? “Nel 2018 appare completamente fuori dalla storia, alza i toni, crea in città un clima d’odio senza precedenti”.

Il corteo sarà blindato, anche se gli organizzatori assicurano una “manifestazione pacifica, patriottica e festosa che passerà alla storia”. Via auto e scooter dalle strade, ma anche cassonetti e arredi esterni di bar e ristoranti. La rete antifascista si muoverà su strade diverse, per evitare qualsiasi contatto. Quelli di CasaPound transiteranno per via Imbriani e Piazza Oberdan. L’assemblea Trieste Antifascista-Antirazzista ha promosso il contro-corteo per contrastare “la calata degli squadristi” e ha chiesto di transitare nei luoghi della memoria degli orrori fascisti, come l’ex palazzo Ras in piazza Oberdan, già sede delle Ss, e il conservatorio Tartini, che fu foresteria dei soldati tedeschi, il luogo dove fu impiccata una cinquantina di antifascisti.

“Vogliamo commemorare i morti dei fascisti e dei nazisti di questa città. Penso a piazza Oberdan, al Narodni Dom, al Liceo Tartini” ha dichiarato la portavoce Daniela Antoni. “Questa è la città della Risiera e non vogliamo vedere squadristi marciare dove qui tanti hanno sofferto”. “C’è un’intera città contraria al loro arrivo. – ha sottolineato in una conferenza stampa Riccardo Laterza – Strumentalizzano un evento tragico della nostra storia e lo fanno per radicarsi e aprire una sede nella nostra città. Ma qui non c’è spazio per CasaPound. Il nazionalismo violento del ’900 si è abbattuto come una furia su questi territori e Trieste divenne un laboratorio dei peggiori avvenimenti vissuti dagli europei nel secolo scorso”. I portavoce hanno concluso: “Noi pensiamo a un corteo pacifico e gioioso. Le botte, la violenza e la morte sono pulsioni che appartengono al fascismo e non a noi”.

In città sono già scattate le “zone di sicurezza” con divieto di sosta e di fermata, a ridosso dei percorsi dei due cortei. È l’anteprima di quanto accadrà domenica per l’arrivo di Mattarella. Istituite una zona rossa, di massima sicurezza, e un’altra che prevede l’interdizione solo al transito dei veicoli, per la cerimonia militare del Giorno dell’Unità nazionale e della Giornata delle Forze armate. Oltre al presidente della Repubblica, ci saranno anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

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