Cosa ha fatto l’Italia per meritare che il primo canale della maggiore azienda culturale del paese passasse un telefilm su una delle famiglie e delle città e dei periodi più importanti della storia confezionato con un misto di sciatteria e travisamento da farlo paragonare a Beautiful? Ma un ragazzo di 16 anni che guarda quella serie cosa dovrebbe imparare? Era proprio necessario farlo così? E la funzione pedagogica della Tv che fine ha fatto?

Mi faccio queste domande mentre guardo la seconda serie de I Medici, produzione anglo-italiana in onda in questo periodo su Rai 1. Avevo visto la prima e avevo già fatto queste riflessioni. Il mondo intellettuale allora era intervenuto con sparute quanto autorevoli voci: Franco Cardini, insigne storico (fiorentino) aveva scritto su Repubblica che “la storia, quella vera, dov’è? Semplicemente, non c’è”, mentre Philippe Daverio aveva parlato di “un crimine contro i beni culturali” del nostro paese, una paccottiglia indigesta. Tra i due, però, Cardini aveva messo in luce – forse ottimisticamente – un aspetto: se questa è la storia che passa in tv, magari a qualcuno (i cultori seri) verrà in mente di andarsi a studiare la storia vera. Può essere, ma mi pare che il prodotto vada valutato in sé e per sé, non per l’eterogenesi dei fini. E se si prende la prima serie così come la seconda, in effetti è difficile allontanare l’idea che si tratti di un insulto bello e buono alla nostra cultura e alla cultura mondiale.

Giovanni di Bicci che muore avvelenato mentre in realtà era morto serenamente nel proprio letto; Cosimo il Vecchio che porta la barba; la facciata di Santa Maria del Fiore uguale a quella attuale, quando è noto che all’epoca di Lorenzo il Magnifico essa aveva la configurazione ‘medievale’ che le era stata data da Arnolfo di Cambio, poi demolita – si può trovare presso il Museo dell’Opera del Duomo, con la splendida (e medievale appunto) Madonna con gli occhi vitrei – e rifatta solo nell’Ottocento; il Palazzo Medici-Riccardi che è in realtà Palazzo Piccolomini a Pienza, e molte altre location o ricostruite in modo bislacco oppure scelte tra città ‘simili’ che simili non sono affatto; la rivalità tra Pazzi e Medici legata a chissà quale ragione quando è noto che essa sorse non solo perché i Medici esercitavano sulla città una signoria di fatto, ma in particolare per uno sgambetto proprio di Lorenzo (che fece passare una ‘legge’ per evitare che i beni della ricchissima moglie di Giovanni de’ Pazzi, alla morte del di lei padre Giovanni Borromei, passassero nella disponibilità di quell’unica figlia e dunque dei Pazzi stessi). Aspetti esteriori? Non direi.

Si potrebbe continuare: Lorenzo il Magnifico rappresentato come un mite (se pure ambizioso) mecenate che protegge Sandro Botticelli, quando fu suo cugino Lorenzo di Pierfrancesco a impegnare le proprie sostanze per l’artista; Lorenzo descritto come sì l’ago della bilancia, ma una sorta di pacifista, quando invece la sua politica non fu tenera né evitò la repressione e la violenza.

Luca Bernabei, produttore per la Lux Vide, ha scritto che un telefilm non è un documentario, in sostanza così ritenendo di scrollarsi di dosso le accuse. Tuttavia mandare in prima serata una serie così infarcita di errori o di falsificazioni (a fini narrativi, s’intende) è grave poiché la televisione ha – lo si voglia o no, beninteso – una funzione pedagogica. Significa, si badi bene, che comunque la Tv, che si mandi in onda un documentario o un polpettone, ‘insegnerà’ qualcosa agli spettatori. Anche se non vuole (ché molti dicono: “ma la funzione pedagogica è morta da mo!”) Allora perché non scegliere di rappresentare correttamente una così importante pagina della storia di questo paese?

E dire che la storia vera non era certo avara di colpi di scena, violenza, misteri, e perfino sesso. Tutto ciò che decreta oggi il successo di queste serie Tv. Perché una serie sui Medici non è una ‘banale’ serie Tv di puro intrattenimento. È un’operazione culturale, o almeno come tale andrebbe percepita. Mi chiedo: gli inglesi avrebbero acconsentito a mandare sulla Bbc un telefilm in cui si fosse detto che Maria Stuarda è morta di raffreddore, o che Carlo I è stato investito da una carrozza?