Partiti in cerca di un lavoro. Gli emigranti esistono anche in Italia. Vanno verso il nord del Paese, verso l’Europa, verso l’America. Lasciano la famiglia come a inizio Novecento, con una ideale “valigia di cartone”. Ecco alcune delle loro storie raccontate a valigiadicartone.ilfatto@gmail.com

Ho 42 anni, sono napoletano e vivo all’estero ormai da 20. Ho vissuto e lavorato in diversi paesi, ma alla fine il mio desiderio di vivere in Europa e in un città di mare ha prevalso. Quindi da 13 anni sono a Barcellona. Ho lavorato sempre nel settore della ristorazione e in quel settore ho fatto di tutto: dal lavapiatti in Inghilterra fino a gestire venti punti vendita per un rinomato brand di caffè internazionale. Ormai da otto anni lavoro come consulente aziendale, con una mia attività per grandi progetti di ristorazione. Ce la faccio da solo e senza nessun aiuto esterno riesco a offrire il mio servizio di consulenza anche a società molto note, come il Barça.

Come è stato possibile tutto questo? Perché la Spagna diversamente dall’Italia offre opportunità professionali al di là dei contatti personali e delle raccomandazioni. Certo, non siamo né in Inghilterra né in Germania a livello di opportunità. Ma qui in Spagna ce l’ho fatta, con molto sacrificio ed energie investite. In Italia non ci sarei riuscito.

In questi anni ho lavorato anche all’estero, ma non mi è mai passato per la testa di crearmi contatti per lavorare in Italia. Vengo sempre deluso dal modo di fare business, e anche se riconosco che ci sono tante eccellenze, è un paese che resiste a lanciarsi verso la novità. Però per me sarebbe un onore lavorare nel mio paese. E spero che queste mie parole possano convincere a rimanere qualcuno che ha già deciso di andarsene.

Fabio De Vero

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