La contraccezione deve tornare a essere gratuita, per lo meno per le fasce fragili o a maggiore rischio sociale”. La ministra della Salute Giulia Grillo in una lettera inviata all’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani ha parlato di maternità e tutele per le donne. E in prima cosa di contraccezione accessibile a tutti. “La prevenzione in questo ambito non è mai un costo, ma un investimento”, si legge. “Sul corpo delle donne non si devono più fare battaglie ideologiche. Sulla legge 194 troppo è stato detto, ma continua a mancare la garanzia del diritto per ogni donna in ogni parte d’Italia. Le leggi dello Stato si applicano in tutte le loro parti e il ministro deve adoperarsi perché ciò avvenga”.

La ministra M5s in occasione della giornata internazionale per l’aborto sicuro del 28 settembre scorso, sollecitata dalle femministe di Non una di meno, aveva deciso di non intervenire. Mentre, dopo l’approvazione della mozione contro l’interruzione di gravidanza a Verona, intervistata da SkyTg24, aveva detto che la revisione della legge 194 non era oggetto del contratto di governo Lega-M5s. Oggi, a poche settimane dalla sua gravidanza, ha deciso di scrivere al mensile Gyneco-Aogoi in occasione del congresso Sigo-Agoi-Agui in corso a Roma. La Grillo è partita dalla sua situazione personale: “Io sono un medico eppure non avevo mai riflettuto abbastanza sull’importanza della fertilità, che non è infinita. Non ci pensavo che potesse essere difficile rimanere incinta, non avevo dato peso al fattore tempo”. Poi ha continuato: “Come ministro, ho il dovere di fare qualche valutazione ulteriore”. Perché “in questi mesi ho vissuto in prima persona tutto ciò che affronta qualsiasi donna che vive in Italia. L’iter per le prenotazioni, il tempo delle attese per trovare le risposte, i costi non sempre a portata di tutte”.

“Tra poco sarò diventata mamma e ci sarà un ginecologo al mio fianco, che dovrò ringraziare”, ha ricordato la ministra. Quindi ha ribadito la necessità di un impegno “sulla salute e il benessere della donna dalla pubertà; alla menopausa a tutto campo: l’informazione sulla fisiologia, la contraccezione, la fertilità”. “Ogni medico – ha precisato – sa che la salute non è semplicemente assenza di malattia, ma riguarda il benessere della sfera psico-sessuale e affettiva. Per questo va ripensato il sistema dei consultori familiari che devono essere valorizzati perché possono e devono svolgere un ruolo essenziale se presenti in modo capillare sul territorio e se dotati di risorse adeguate”.

E ha concluso parlando “dei nuovi Lea su cui il precedente governo non ha previsto le coperture necessarie”: “Il mio ministero sta monitorando l’erogazione di queste prestazioni con strumenti di ‘Health tecnology assessment’ finalmente a regime. Avremo presto dati più affidabili. L’ambito ostetrico-ginecologico è particolarmente importante perché la salute femminile resta la cartina di tornasole di un Paese. Investire nel settore materno-infantile significa migliorare le condizioni di salute delle generazioni future”.