Il ruolo di Marra? Riscriverei la stessa cosa: aveva un ruolo compilativo”. Virginia Raggi non rivede la sua versione. Anzi conferma: ha deciso lei la nuova macrostruttura in Campidoglio al termine dell’interpello fra l’ottobre e il novembre 2016. Anche davanti alle domande incalzanti del procuratore aggiunto Paolo Ielo, la sindaca di Roma ha ribadito come abbia deciso personalmente “dove collocare singoli dirigenti” quindi “senza alcun potere discrezionale”. Tanto che, racconta al giudice monocratico Roberto Ranazzi, “lo schema con le quasi 200 posizioni da collocare mi è stato portato a matita”. Dichiarazioni importanti, nell’ambito del processo che vede la prima cittadina capitolina imputata per falso documentale (l’abuso è stato archiviato), nell’ambito di una risposta fornita per iscritto all’ufficio Anticorruzione del Comune su interessamento dell’Anac in relazione al ruolo “in concreto” di Raffaele Marra nella nomina dei dirigenti, fra cui il fratello dell’allora direttore delle Risorse Umane, Renato Marra. Renato, in particolare, era già stato “bloccato” dalla sindaca “per opportunità politica” quando aveva manifestato l’intenzioni di candidarsi come possibile vice comandante generale dei vigili urbani.

RAFFAELE “STAVA ATTACCATO A DE SANTIS” – Raffaele il ruolo di ‘prezzemolino’ lo svolgeva, eccome. E se ne era accorta anche la Raggi, con cui i rapporti in campagna elettorale si erano stretti – insieme agli altri componenti della chat ‘4 amici’, Salvatore Romeo e Daniele Frongia – “Ricordo benissimo – dice – che Marra girava intorno a De Santis e credo gli avesse dato una mano a raccogliere i desiderata di assessori, consiglieri e presidenti di municipio. Ma hanno raccolto dei dati – racconta – era un lavoro che avrei dovuto fare io, ma era davvero imponente. Così ho delegato, ma poi ho ricalcato io, quando ero d’accordo, l’assegnazioni delle posizioni”. Poi però l’ordinanza di nomina l’ha firmata Raffaele Marra, in qualità di direttore delle Risorse Umane ovvero capo del personale. “Non ritenevo dovesse astenersi – ha detto a Ielo – perché a quel punto tutti i dirigenti erano potenzialmente in conflitto d’interesse”. Quando ha scoperto, dai giornali, che Renato Marra “che mi è stato fortemente chiesto da Adriano Meloni” sarebbe andato a guadagnare di più, “mi sono arrabbiata tantissimo”.

IL MESSAGGIO WHATSAPP E LA NOMINA DI RENATO – Una rabbia manifestata in un messaggio whatsapp, la notte in cui apprende – a suo dire – che Renato sarebbe andato a guadagnare di più: “Perché non me l’hai detto?”, dice all’ex direttore delle Risorse Umane. “Il fratello di Raffaele – dice Raggi al giudice – da capo del Gruppo sicurezza urbana della Polizia Locale aveva manifestato l’intenzione di rispondere all’interpello precedente per comandante e vice comandante dei vigili. Ne ho parlato con Raffaele, che era già sotto attacco della stampa. Gli ho detto che per opportunità politica non mi sembrava una buona idea, anche perché sapevo che sarebbe andato a guadagnare di più”. Tanto che, secondo il racconto della sindaca, Meloni insiste, anche dopo la rimozione di Renato Marra, per rinominarlo: “L’11 gennaio mi disse ‘se davvero c’è stato un abuso nella nomina non possiamo rinominarlo con un procedimento corretto? Perché io lo voglio’. Quando mi comunicarono che Meloni aveva scelto Renato Marra, non mi era tasto rappresentato che Marra avrebbe avuto due fasce stipendiali e infatti io mi arrabbiai, in particolare con Antonio De Santis, perché sia lui che Marra sapevano che c’erano anche i motivi stipendiali tra quelli che portarono al mio no a Renato Marra alla sua nomina a comandante o vicecomandante della Polizia locale”. Inoltre, la sindaca ha sottolineato che “Non ho mai avuto informazione che la nomina di Marra era stata fatta in maniera difforme alle mie indicazioni”.

LA RIUNIONE FRA MARRA, DE SANTIS E MELONI – Alla sindaca viene chiesto anche conto della partecipazione di Raffaele Marra alla riunione del 26 ottobre 2016, che precedette di pochi minuti la scadenza del termine per la presentazione delle candidature, con l’ex assessore al Commercio, Adriano Meloni, il delegato al Personale della sindaca, Antonio De Santis, e un collaboratore di Meloni che portò alla presentazione della candidatura di Renato Marra come direttore Turismo del Campidoglio. “Nel corso di un interrogatorio che ebbi a gennaio 2017 – ha detto – venni a conoscenza che Marra partecipò o fu convocato in una riunione in cui, con De Santis, Meloni e Leonardo Costanzo, avrebbe suggerito di nominare il fratello a capo della direzione Turismo. Oggi più o meno scriverei la stessa cosa (rispetto a ciò che scrisse nella risposta all’Anac, ndr)”.