Con la candidatura di Marco Minniti, tra gli ospiti attesi alla Leopolda, ancora in stand-by, in casa renziana c’è ancora chi prova ad allungare i tempi del Congresso. Un rinvio, dopo le Europee, magari da giustificare con il rischio di una tempesta finanziaria sul Paese. Roberto Giachetti, però, da settimane in sciopero della fame in attesa della data del Congresso, nega la ricostruzione. “Un alibi, non è lui a doverlo convocare, né a doversi dimettere. Io continuerò finché non sarà avviata con certezza la fase congressuale”. Piuttosto, Giachetti attacca il governo M5s-Lega, convinto che gli attriti su condono e decreto fiscale non porteranno ad alcuna crisi: “Una farsa, sono attaccati con il culo al potere”, rivendica, con toni tutt’altro che insoliti.

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